Solo una settimana fa aveva scritto la storia della musica contemporanea, diventando il primo vincitore del Grammy per il Miglior album con un’opera interamente in spagnolo. Ma era solo l’inizio della diffusione del fenomeno Bad Bunny, classe ’94, originario di Porto Rico, da anni al vertice delle playlist dei più giovani e degli amanti del genere reggaeton, di recente inseritosi in una tendenza ben più ampia e ormai non più nota solo ai giovanissimi. Stanotte ha condotto l’halftime show del SuperBowl, la finale della National Football League che ha visto sfidarsi i New England Patriots e i Seattle Seahawks (vincitori 29 a 13) e, nella serata dell’evento più seguito di tutti gli Stati Uniti, l’artista portoricano ha di nuovo fatto la storia, diventando il primo halftime player a esibirsi perlopiù in lingua spagnola.
DeBÍ TiRAR MáS FOToS, l’ultimo album di Bad Bunny – al secolo Benito Antonio Martínez Ocasio – è stato uno dei più grandi casi musicali del 2025: l’artista ha preso la tradizione della canzone portoricana e latino-americana e l’ha riadattata al suo genere, il reggaeton. Ne è fuoriuscito un lavoro eccezionale, composto da diciassette tracce che raccontano episodi di vita dell’artista e del suo paese. La settimana scorsa, alla serata di premiazione dei Grammy, che l’avevano visto trionfare con DTMF come Miglior album, nel discorso di ringraziamento si era esposto contro l’ICE, l’agenzia federale anti-immigrazione statunitense. “Prima di ringraziare Dio voglio dire ‘ICE fuori’. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo clandestini. Siamo esseri umani e siamo americani”, aveva detto, dando vita ad una standing ovation di gran parte dei presenti, ma canalizzando contro di sé anche numerose critiche da parte della destra trumpiana.
L’esibizione al Super Bowl
Per la sessantesima edizione del Super Bowl, aveva promesso di far ballare tutti. E così è stato, ma non solo. Vestito di bianco, con una maglia che riportava “Ocasio”, il suo cognome, a riprendere le tradizionali maglie da gioco, ha dato vita a un mini spettacolo reggaeton con le sue hit più note, da Tití Me Preguntó a NUEVAYòL, passando per Yo Perreo Sola e per Eoo. Per la performance, il campo del Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, si è trasformato prima in un campo di canne da zucchero animato da lavoratori agricoli portoricani (jíbaros) con in testa cappelli tradizionali in paglia, e poi nella sua casa di Porto Rico. Si è rivolto alla fine in un appello a tutta l’America, latina e nordamericana, come a un unico popolo.
Non sono tardati ad arrivare i commenti di Donald Trump, che sul social Truth ha prontamente dichiarato: “È stato lo show più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all’America. Non ha senso, è un affronto alla grandezza dell’America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza. Nessuno capisce una parola di quello che dice quest’uomo, e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini che guardano da tutti gli Stati Uniti e da tutto il mondo”.
