Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione, a Palazzo Bonaparte a Roma. La grande retrospettiva racconterà l’inconfondibile stile Mucha, attraverso la sua ampia produzione, in un suggestivo allestimento che farà immergere il visitatore nelle atmosfere della Belle Époque.
Per un racconto della bellezza e l’eleganza nel tempo, saranno inoltre presentate opere di Boldini ed altri artisti coevi, opere rinascimentali, insieme a statue antiche, arredi e oggetti Art Nouveau. Eccezionalmente esposta a Roma, ospite d’onore della mostra sarà la Venere di Botticelli, proveniente dai Musei Reali di Torino.
Dal prossimo 8 ottobre 2025 fino all’8 marzo 2026, Palazzo Bonaparte a Roma accoglierà una grande retrospettiva dedicata ad Alphonse Mucha, figura centrale dell’Art Nouveau e artista che ha saputo rivoluzionare il linguaggio visivo della Belle Époque. Con il suo stile inconfondibile, fatto di linee morbide, vesti leggere e motivi naturali, Mucha ha ridefinito l’immagine femminile nell’arte, trasformandola in un simbolo di grazia e forza. La mostra offrirà un viaggio immersivo nell’evoluzione del suo stile, attraverso manifesti pubblicitari, locandine teatrali, pannelli decorativi, calendari e illustrazioni, ricreando le atmosfere raffinate e sognanti di un’epoca che ha segnato profondamente il gusto europeo.
In un dialogo inedito tra epoche e linguaggi, l’esposizione ospiterà anche la celebre Venere di Botticelli, proveniente dai Musei Reali di Torino, che sarà la protagonista d’onore di un percorso dedicato alla bellezza. Accanto a lei, troveranno spazio opere di Boldini e di altri artisti coevi, capolavori rinascimentali, sculture antiche, arredi e oggetti Art Nouveau, in un racconto visivo che intreccia eleganza, storia e innovazione.
Le opere di Alphonse Mucha sono un inno alla bellezza femminile e alla natura, rese immortali dallo stile inconfondibile dell’Art Nouveau. Ecco alcune delle sue creazioni più iconiche che hanno definito un’epoca:
1. Gismonda (1894)
- Il manifesto teatrale che lanciò Mucha nel firmamento artistico.
- Creato per l’attrice Sarah Bernhardt, rappresenta una figura maestosa e spirituale, con decorazioni bizantine e motivi floreali.
- Fu talmente apprezzato che Bernhardt lo volle come artista ufficiale per sei anni.
2. Le Quattro Stagioni (1896)
- Una serie di pannelli decorativi che raffigurano le stagioni come dee eteree, circondate da fiori e simboli naturali.
- Ogni figura femminile incarna lo spirito della stagione con grazia e sensualità.
3. Zodiaco (1896)
- Originariamente creato come calendario, divenne uno dei manifesti più celebri di Mucha.
- La figura centrale è circondata dai segni zodiacali, con un’aura mistica e decorativa.
4. La Dame aux Camélias, Lorenzaccio, Médée, Tosca
- Altri manifesti teatrali per Sarah Bernhardt, ognuno con una composizione scenografica e un’eleganza senza tempo.
5. JOB Cigarettes (1896)
- Un manifesto pubblicitario per una marca di sigarette, dove una donna sensuale gioca con il fumo in un’atmosfera languida e decorativa.
- Simbolo della fusione tra arte e pubblicità nella Belle Époque.
Uno stile unico che si distingue per Linee fluide e ornamentali, colori pastello e dorature, figure femminili idealizzate, spesso circondate da motivi floreali e simboli naturali, Influenze bizantine e medievali. Mucha non si limitò ai manifesti: progettò anche gioielli, vetrate, arredi e persino un ciclo pittorico monumentale chiamato Epopea Slava, dedicato alla storia dei popoli slavi
La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino. La curatela è affidata a Elizabeth Brooke e Anna Maria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti. Per informazioni su orari, biglietti e prenotazioni, è possibile consultare i siti ufficiali , oppure contattare il numero 06 87 15 111 o scrivere a didattica@arthemisia.it.









