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Alla scoperta di nuove storie di calcio? P.Russo e G.Simonelli raccontano

“L’estate di Totò Schillaci” di Pippo Russo e “Vai piedone vai” di Giorgio Simonelli sono i due libri presentati all’evento “Storie di calcio. Memorie, miti e media”. Un sguardo attento al mondo del calcio sia di oggi che di ieri e a come questo ha cambiato la società.

Il calcio come motore di storie

Come affermato più volte dagli autori, lo sport è promotore di storie affascinanti. Entrambi hanno scelto il calcio poiché è lo sport di maggiore influenza nel territorio.

L’estate di Totò Schillaci” è stato definito da Pippo Russo un romanzo generazionale, in cui si attraversa la storia di Palermo sia come piazza motrice di cambiamenti generazionali sia come luogo di mafia, una mafia sanguinaria e contaminatrice dell’opinione pubblica. Palermo, però, non è la sola protagonista di questo libro; l’altro caposaldo si ritrova nella figura di Totò Schillaci e nel suo rapporto con la città siciliana: un pessimo rapporto, circondato da tradimenti (calcistici), che vengono messi da parte solo al mondiale del 1982.

Non sono mancate perle e aneddoti sul calcio durante la conferenza, si è parlato molto di come Pippo Russo intenda l’ignoranza calcistica come il puro istinto che hanno i giocatori in campo, ricordando fra i tanti: Totò Schillaci e Fabio Quagliarella ai tempi della Sampdoria.

Vai piedone vai” è stato definito, invece, come un libro mosaico di storie: l’opera racconta di 20 storie diverse a tema calcistico, di cronaca, di letteratura e di cinema che l’autore Giorgio Simonelli felicemente ricorda. È stato proprio lui a definire lo sport come “fabbrica di storie”.

Alcuni lettori potrebbero chiedersi: da dove deriva il titolo di questo libro? Simonelli ha risposto in conferenza che deriva dal film “I mostri” di Vittorio Gassman, tra i quali vi era un certo Pedro Manfredini, attaccante della Roma e soprannominato dai suoi compagni di squadra “piedone” per via della sua taglia di scarpe insolitamente grande.

Anche con Giorgio Simonelli non sono mancati i famosi aneddoti della sua gioventù, un ricordo nitido soprattutto di Maradona e di come lui stesso, come giocatore che come persona, sia una fabbrica di storie. L’autore ne ricorda giusto un paio, tra cui il mito di Maradona che palleggia con le gocce di pioggia e il mitico gol segnato contro l’Inghilterra, definito anche il gol più bello di sempre.

Un’analisi con due grandi ospiti

Barbara Mazza, Ivan Zazzaroni e Giulio Delfino sono stati gli ospiti chiamati per poter discutere di queste due opere con i rispettivi ideatori.

“Oggi non c’è più la memoria del ricordo. Si parla di giocatori senza averli mai visti.” Apre Zazzaroni citando le grandi gesta di Diego Armando Maradona. Inoltre continua affermando come i due libri parlino di memoria e storie antiche molto complesse, nonché piene di valori sociali dell’Italia degli anni 60/70. “Queste letture aiutano ad avere conoscenze utili per poter interagire nel quotidiano.”

Barbara Mazza ha descritto i libri come “divertenti, complessi e ricchi di vocabolario”. Impressionante ed educativo visto il contesto sociale moderno. Chiude il suo intervento soffermandosi su narrazioni, autori e il loro futuro.

•Le narrazioni, perché queste storie sono affascinanti? Perché sono un intreccio di vittorie, sconfitte, personaggi vari, valori, intreccio tra la storia e chi la legge.

•Futuro delle narrazioni, dalle ceneri può nascere nuova linfa, oggi si va a sviscerare il lato personale e il dietro le quinte dei giocatori e i personaggi

•Autori: devono essere capaci di costruire un immaginario con le nuove modalità e i nuovi strumenti attuali.

Giulio Delfino: fa un riferimento al mondiale 1982, citando il suo stato d’animo “alterato” perché  l’Italia giocava contro l’Argentina a Napoli e non a Roma.

Di particolare ispirazione è stato però il discorso, generale, che ha fatto ai presenti per quanto riguarda il sogno giornalistico. Un discorso che riaccende e tiene accese le speranze dei giovani aspiranti giornalisti di continuare un percorso, sì difficile, ma che può portare a molte soddisfazioni.

Storie e pillole extra

“Una storia di un calciatore, qualsiasi, che rimane nella storia?”

(Una delle domande che sono venute dal pubblico)

Pippo Russo “Erasmo Iacovone, Taranto – ha lasciato un ricordo profondo nonostante il passaggio del giocatore di solo 1 anno circa.”

Giulio Delfino: “Pescara stagione 1987 ripescata in Serie B con allenatore Giovanni Galeone che, senza nemmeno immaginarlo, vinse la Serie B con l’attaccante che segnò 22 gol e poi sparì. In serie A vince la prima partita a San Siro contro l’Inter e vince la seconda a Napoli contro il Napoli.”

L’evento si chiude con il brindisi dei presenti per festeggiare i libri di Pippo Russo “L’estate di Totò Schillaci” e Giorgio Simonelli “Vai piedone vai”. Un evento in cui ci si poteva aspettare una semplice storia di calcio, ma che in realtà ha nascosto un’intrigante autofficina         della nostra società e di come sia cambiata dagli anni ‘70/‘80 ad oggi.

Articolo, foto e registrazioni a cura di Leo Carlo Costamante e Veronica Neri.

Ai microfoni di Radio Sapienza sono intervenuti Pippo Russo, Giorgio Simonelli e Giulio Delfino.

      Intervista Pippo Russo
      Intervista Giorgio Simonelli
      Intervista Giulio Delfino

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