Durante la puntata andata in onda il 22 febbraio 2026 su “O anche no” di Rai 3, è stato affrontato il tema dei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento).
“O anche no” è un programma televisivo italiano di genere talk show, condotto da Paola Severini Melograni, in onda originariamente su Rai 2 dal 23 febbraio 2020 e, dal 12 giugno 2022, su Rai 3, con cadenza settimanale. La conduttrice, Paola Severini Melograni, è una giornalista attiva in particolare nel terzo settore della comunicazione sociale. Il format è stato scritto con Eugenio Giannetta e Valeria Zanatta, con la regia di Gabriele Mammarella, ed è realizzato in collaborazione con Rai per la Sostenibilità e Rai Pubblica Utilità. L’obiettivo è quello di dedicarsi ai temi dell’inclusione e della solidarietà, raccontati attraverso i protagonisti, le loro storie, le attese, le difficoltà e le conquiste.
La troupe della trasmissione di Rai Tre “O anche no” si è recata presso un Ateneo di Roma, dove il Sistema Inclusione sostiene studentesse e studenti con DSA. Durante la puntata è stato possibile approfondire la tematica grazie agli interventi di Gloria Bellicchi, scrittrice e attrice; di Amalia Lavinio Rizzo, docente universitaria; e di Luisa Lopez, tecnico medico dell’Associazione Italiana Dislessia. L’obiettivo è stato quello di trattare la dislessia come un modo diverso di vedere il mondo, sostenendo l’inclusione.
Gloria Bellicchi, volontaria dell’Associazione Italiana Dislessia (AID) e autrice del libro “Dislessico Familiare”, ha realizzato questo testo dal bisogno di raccontare la quotidianità di una famiglia per tre quarti neurodivergente: così, tra compiti a ostacoli e lettere che si rincorrono, prende forma un’esperienza personale che si apre alla riflessione condivisa, senza la pretesa di insegnare, ma con il desiderio di offrire uno spaccato di vita e uno sguardo onesto su ciò che significa convivere con la dislessia.
Grazie a questa testimonianza, comprendiamo quanto l’essere «diversi» non significhi essere sbagliati e come, in fondo, la vera sfida sia imparare a cambiare punto di vista o, magari, arrivare a capire che non esiste un unico e giusto modo di vedere le cose.
I ragazzi con DSA hanno un modo tutto loro di vivere la quotidianità, ma anche di approcciarsi al mondo scolastico e accademico. Per questo dobbiamo tenere acceso un riflettore sulla tematica: solo così possiamo garantire loro un apprendimento sereno e favorevole, perché molto spesso chi è dislessico dimentica quanto talento possieda nel fare le cose.
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Rebecca Tocci
