Sono appena iniziate in Veneto le riprese di Se Domani Non Torno, il film dedicato alla storia di Giulia Cecchettin, studentessa ventiduenne uccisa il 5 novembre 2023 dall’ex fidanzato Filippo Turetta. L’uscita della pellicola, per la regia di Paola Randi, è prevista in sala in coincidenza con il terzo anniversario del femminicidio che ha scosso l’opinione pubblica intera, dando vita ad un enorme dibattito sul tema della violenza di genere.
Il titolo del film nasce dagli ultimi versi della poesia della scrittrice peruviana Cristina Torres Cáceres “Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima” – divenuta simbolo della lotta contro la violenza di genere, resa ancora più nota dalle manifestazioni seguite alla morte di Cecchettin. La storia è liberamente ispirata al libro Cara Giulia, scritto dal padre Gino Cecchettin – di recente ospite alla semifinale del Festival di Sanremo per ricordare i nomi delle vittime di femminicidio degli ultimi tre anni – insieme a Marco Franzoso, edito da Rizzoli.
La sceneggiatura è affidata a Randi insieme a Lisa Nur Sultan (autrice, tra le altre cose, di Sulla mia pelle, il film sulla storia di Stefano Cucchi). La produzione è di Notorious Pictures in collaborazione con Mediaset e Sky Italia. Le riprese si svolgeranno interamente in Veneto, la regione natale di Giulia, in cui ha vissuto tutta la sua vita.
Sarà la giovane Sabrina Martina a vestire i panni di Giulia, mentre Filippo Timi sarà Gino, il padre, Tecla Bossi interpreterà Elena, la sorella, e Tommaso Allione sarà Davide, il fratello. In una nota di produzione, è stato sin da subito chiarito che “Se domani non torno” non mirerà ad essere un film di mera ricostruzione di un fatto di cronaca. L’obiettivo di Randi è quello di scavare, tramite la narrazione di un evento che ha scosso l’Italia, le dinamiche patriarcali, e più genericamente sociali e culturali, che muovono casi di questo tipo. La famiglia Cecchettin ha acconsentito alla trasposizione cinematografica ed ha proposto di portare anche in sala gli intenti del libro e della Fondazione Giulia Cecchettin.
Il film vuol essere dunque una possibilità ulteriore di amplificare il messaggio di Gino Cecchettin, affrontando le dinamiche culturali che alimentano la violenza di genere e tentando di dar vita a consapevolezze nuove, che identifichino le radici culturali della coercizione. Il racconto della storia di Giulia dà una nuova possibilità di far capire alle nuove generazioni quanto lavoro ancora ci sia da fare nel costruire una coscienza collettiva in ambito relazionale e sessuale, stimolando finalmente una riflessione collettiva sul fatto che amare, come ha più volte ricordato Gino Cecchettin, vuol dire non scendere a compromessi in termini di libertà.
“Siamo convinti che il cinema possa essere uno strumento di impatto sociale”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Notorious Pictures, Guglielmo Marchetti. L’intenzione è quella di trasformare una testimonianza dolorosa in un’opera collettiva capace di parlare ai giovani e all’intera società, stimolando un principio di responsabilità condivisa. Nel tentativo di contribuire, attraverso il cinema e la cultura, al cambiamento culturale che dovrebbe portare avanti la scuola in primis.
