“Se fosse necessario, saresti il mio alibi?”. É questa la domanda che Vittoria rivolge a Carlo, con l’innocenza di una ragazzina di tredici anni che fino a tre minuti prima non sapeva neanche quale fosse il significato di quella parola. Il nuovo film Le cose non dette di Gabriele Muccino, uscito nelle sale il 29 gennaio, racconta l’indicibile.
Carlo, Elisa, Paolo e Anna, interpretati da Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini, sono due coppie apparentemente molto simili, entrambe sul filo del rasoio con l’unica differenza che la coppia di Carlo ed Elisa non vuole farsi leggere da fuori, non accettando neppure di vedere la realtà dall’interno. Vittoria, interpretata da Margherita Pantaleo, è la figlia di Paolo e Anna, una ragazzina di tredici anni che convive con il profondo dolore di avere quell’età e sentircisi intrappolata. Anna è una madre troppo apprensiva e Paolo un padre incapace. Carlo ed Elisa sono una coppia molto affezionata ed ancorata al ricordo di quanto si siano amati da giovani. Carlo è un professore di filosofia e aspirante scrittore in cerca della sua nuova musa ispiratrice per un romanzo che non riesce a scrivere; Elisa è una giornalista che ha bisogno di spostare lo sguardo per riuscire a scrivere nuovi articoli pieni di significato come quelli di una volta. É anche una donna che convive con il dolore di non aver potuto avere un figlio e di vivere con un uomo che è solo il ricordo del travolgente amore della sua giovinezza, un uomo che non le parla più sul serio.
Tutte le problematiche vissute dai personaggi vengono messe in valigia e portate a Tangeri, in Marocco, con la speranza che un viaggio possa rischiarire la loro quotidianità. Per Anna, Paolo e Vittoria, Tangeri accentua le dinamiche familiari con le quali convivono; Carlo ed Elisa per un attimo vivono l’illusione che la loro relazione non si basi solo sul ricordo di quel che fu, sentendo quel sentimento ancora vivido, come se le cose non dette non fossero mai esistite.
La realtà ritorna prepotente nelle loro vite quando Blu, interpretata da Beatrice Savignani, cameriera del locale nel quale le due coppie di amici trascorrono molte serate e studentessa del corso di filosofia di Carlo, con la quale ha una relazione parallela da otto mesi, irrompe a Tangeri portando con sé il caos che governa le vite dei protagonisti. Blu è anch’essa una ragazza sofferente, con un vuoto esistenziale che la porta a temere la tranquillità della quotidianità, volendo nella sua vita dei colpi di scena.
Muccino costruisce una narrazione basata su un puzzle di sequenze che portano lo spettatore a ricostruirne il senso in base agli indizi visivi e orali lasciati, riscoprendo che nulla è detto per caso. La vita dei protagonisti, per ognuno in modo diverso, cambierà per sempre dopo Tangeri, portandosi dietro il peso dell’irresponsabilità del non detto.
