Creare, ricostruire e modificare i confini della propria città: è questo l’intento dell’ultima campagna per la mappatura di Roma. “Mejo de te, chi la conosce?” recitano i cartelloni disposti alle fermate di metro e autobus o lungo le principali arterie cittadine. “Aiutaci a disegnare la mappa dei quartieri di Roma”: poche disposizioni per un processo partecipativo e collettivo in tutto e per tutto, che avrebbe dovuto concludersi il 15 gennaio, ma proseguirà ancora per qualche giorno, con l’obiettivo di raccogliere quanti più contributi possibile. In poco più di tre mesi, sono stati 3980 i cittadini che hanno mandato feedback e suggerimenti per il progetto, a dimostrazione di quanto i romani desiderino essere parte attiva nella definizione della propria città.
L’assetto attuale dei quartieri di Roma risale all’amministrazione Ugo Vetere – sindaco della capitale eletto nel 1981 – e si prepara dopo oltre quarant’anni ad essere archiviato, a favore di una mappatura nuova che tenga conto innanzitutto di chi quei quartieri li abita e li mantiene vivi.
Il processo partecipativo dei cittadini
Municipio per municipio, strada per strada, i confini saranno ridisegnati sulla base di proposte, incontri territoriali e necessità collettive. E se qualcuno pensava che il processo partecipativo sarebbe stato solo un pretesto per portare avanti la narrazione di un’amministrazione trasparente e orientata al cittadino, ora appare chiaro che non sarà così. Andrea Catarci, a capo dell’ufficio che si sta occupando di ridisegnare i confini, ha dichiarato a Roma Today che nessuna delle suddivisioni presentate lo scorso ottobre resterà invariata. I 27 quartieri, i 22 rioni e le 104 zone funzionali, ovvero le aree in cui la funzione primaria non è la residenzialità, saranno tutte oggetto di revisione.
“Abbiamo riattivato un tessuto importantissimo che ci sta confermando quanto siano sentite queste questioni identitarie che sfidano il tempo. Ci dimostrano quanto i romani si sentano attaccati alle proprie radici, al proprio quartiere”, ha spiegato Catarci. Tra le richieste prese in considerazione finora, l’ampliamento del quartiere Monte Mario, l’inserimento delle Fosse Ardeatine (ora parte di Tor Marancia) nell’Ardeatino e la necessità di rivedere i confini tra Borghesiana e Finocchio.
Quando sarà pronta la nuova mappatura di Roma?
La nuova classificazione di Roma, oltre che della partecipazione cittadina, è frutto del lavoro del Campidoglio in collaborazione con i tre atenei pubblici di Roma e con l’Istat per tracciare dei confini che corrispondano alla realtà e tengano conto delle trasformazioni che la Capitale ha operato negli ultimi cinquant’anni, dalla gentrificazione all’urbanizzazione, fino alla vera e propria edificazione di nuovi quartieri. Il lavoro tecnico vero e proprio promette di partire da oggi, lunedì 19 gennaio, e di protrarsi per circa una ventina di giorni. Catarci ipotizza febbraio come mese di chiusura del processo di proposta e modifica. Il documento finale della mappatura dovrà poi essere presentato al Campidoglio che dovrà vagliarlo ufficialmente, per definire finalmente i confini aggiornati di una città che cambia, partendo dalla testimonianza di chi la vive ogni giorno.
