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“28 Years Later: The Bone Temple “- Il ritorno della saga post-apocalittica

A più di vent’anni dall’uscita del rivoluzionario 28 Giorni Dopo, torna nelle sale cinematografiche dal 14 gennaio la saga horror post-apocalittica 28 Anni Dopo: Il Tempio Delle Ossa, quarto capitolo complessivo della serie iniziata nel 2002 e che prosegue gli eventi narrativi di 28 Anni Dopo, uscito nel 2025.

Diretto da Nia Da Costa, la saga ridefinisce il genere zombie con una rappresentazione cruda degli “infetti”, cioè degli esseri umani trasformati da un virus della rabbia letale. Il film rappresenta una Gran Bretagna ancora devastata dal virus e ripercorre le vicende di Spike, un ragazzo sopravvissuto che viene accolto da un gruppo di fanatici guidato dal pericoloso Sir Jimmy Crystal; questa esperienza lo mette a confronto con una società collassata.  Contemporaneamente troviamo il personaggio del Dottor Ian Kelson- interpretato da Ralph Finneas- che tenta di comprendere e studiare una nuova forma di infetto che potrebbe cambiare la sorte dell’umanità.
Questo nuovo capitolo della saga si differenzia dai precedenti perché mescola l’orrore con momenti di umorismo nero creando un’atmosfera molto grottesca e riflessiva; questa particolarità ha attirato in modo positivo la critica che lo definisce uno dei più memorabili della saga.

Il ritorno di Cillian Murphy

Una delle sorprese più attese dai fan della saga è il ritorno di Cillian Murphy nei panni del suo storico personaggio Jim, il protagonista del primo 28 Giorni Dopo. Assente nel terzo e quarto episodio della saga originale, ma anche nella prima parte della trilogia iniziata nel 2025, Murphy torna in un breve cameo alla fine di The Bone Temple per reinserire il personaggio di Jim nell’universo narrativo e aprire una nuova strada per gli eventuali sviluppi futuri della trilogia.
Inoltre Murphy, pur non apparendo negli ultimi film, è stato e continua ad essere produttore esecutivo di tutta la saga.

L’atmosfera sonora degli Iron Maiden


L’utilizzo della musica rock e principalmente degli Iron Maiden ha catturato l’attenzione del pubblico e della critica, infatti in una delle scene principali viene mostrato il personaggio di Ralph Finneas esibirsi in un momento visivamente intenso sulla musica di “The Number of the Beast” degli Iron Maiden, brano storico della band heavy Metal britannica. La canzone sottolinea il post-apocalittico con la ritualità quasi tribale della scena.
Il successo di questo capitolo ha già posto le basi per un ulteriore sequel, confermando che il franchise si evolve, ma rimanendo sempre fedele alle sue radici.

Articolo a cura di Rossella Sidoti

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