C’è un altro modo di “spaccare” nel rap italiano che non passa dalla roulette dell’hype: si costruisce a tappe, con uscite ravvicinate, identità riconoscibile e un pubblico che cresce perché si riconosce nelle storie. È la traiettoria di 22Simba, rapper classe 2002 della provincia di Varese (Saronno), che negli ultimi mesi sta diventando un nome sempre meno “di scena” e sempre più un simbolo che parla ad una generazione di rivalsa e coraggio di uscire da contesti che portano solo a situazioni sbagliate.
Non è esploso “a caso”: il suo percorso ha preso forma mattone dopo mattone, fino a trasformarsi in un linguaggio riconoscibile. “Roccia” è uno dei brani che meglio raccontano questa postura: dentro c’è l’idea che una fragilità non debba per forza diventare resa, e che anche una scintilla possa rimettere in moto tutto.
“Basta un solo carbone ardente per dare inizio a una fiaccolata”
Nel 2024 l’EP “Isolamento di Gruppo” ha segnato una prima consacrazione e ha aperto la strada a un anno di consolidamento fatto di singoli e featuring nella nuova scena, ma la svolta più simbolica, però, è arrivata quando il suo nome si è legato a quello di Marracash: Fanc*lo (feat. Marracash) non è solo una collaborazione “pesante”, è un timbro di credibilità. Nel rap, certe porte non si aprono per algoritmo: si aprono quando un percorso convince chi ha già scritto la storia.
Ora quel percorso entra in una nuova fase con la deluxe “La Cura, in nome di Miria”, pubblicata in questi giorni: un repack che amplia l’EP La Cura e lo spinge ancora più in là, anche grazie a nuove tracce e ospiti (tra cui il celebre trapper Rkomi). Il progetto è uscito per Island Records/Universal Music Italia ed è disponibile anche in versione fisica, segno che l’idea non è “fare rumore”, ma lasciare un capitolo.
