Il XIV Rapporto Ismea Qualivita ci informa sui dati del mercato agroalimentare e vitivinicolo italiano

Il XIV Rapporto Ismea Qualivita ci informa sui dati del mercato agroalimentare e vitivinicolo italiano

Martedì 7 Febbraio si è tenuta, presso la sala conferenze dell’Hotel Quirinale, la presentazione del XIV Rapporto Ismea Qualivita 2016, durante la quale diversi ospiti, esperti del settore, sono intervenuti per esporre ed interpretare i dati inerenti il mercato agroalimentare e vitivinicolo italiano.

Tra coloro che hanno preso la parola era presente Raffaele Borriello, Direttore Generale Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). L’Ismea, istituita con decreto legislativo n. 419 del 29 Ottobre 1999, è dunque un ente pubblico economico che si occupa di fornire servizi informativi, assicurativi e finanziari alle imprese agricole, cercando al tempo stesso di favorire la competitività tra le diverse aziende del settore e la trasparenza dei mercati.

Il Dottor Borriello ha quindi proceduto ad esporre  sinteticamente i dati di questo 14esimo Rapporto sulle produzioni DOP, IGP e STG, nel quale ci si è focalizzati nel definire le dimensioni e l’andamento del comparto in questione. Emerge così che l’Italia è il Paese con il maggior numero di certificazioni, contribuendo alla costruzione di un mercato di 13,8 miliardi di euro alla produzione (con un incremento del 2,6% rispetto ai dati del 2014) e riuscendo ad incassare 7,8 miliardi nell’attività di export (ben il 9,6% in più del 2014). I prodotti certificati vanno in questo modo a rappresentare il 10% del fatturato dell’industria agroalimentare italiana e il 21% dell’ammontare complessivo delle esportazioni agroalimentari nazionali; le città che hanno un maggiore impatto economico sono Parma (1.136,8 milioni di euro), Modena (657,1) e Reggio Emilia (560,9), mostrando quindi il grande valore rappresentato dall’Emilia Romagna.

Partendo poi da un dato di fatto, ossia che il numero delle Indicazioni Geografiche nel mondo sia in costante aumento,  è stato mostrato come l’Italia detenga il primato anche per quanto riguarda le nuove registrazioni: nel 2016 abbiamo infatti 69 nuovi prodotti registrati rispetto al 2015 con una particolare predominanza di ortofrutticoli e cereali, carni fresche e prodotti a base di carne. Nel Rapporto viene poi prestata attenzione a un confronto tra i vari canali di vendita, confronto dal quale si evince che il principale canale distributivo è rappresentato dalla Grande Distribuzione Organizzata, per poi passare a parlare dell’utilizzo dei social media da parte dei Consorzi di tutela. Il 31% di questi si servirebbe infatti dei nuovi media per portare avanti azioni di tutela, promuovere eventi  ma soprattutto per valorizzare i prodotti IG agli occhi degli utenti.

Di grande rilievo anche l’intervento di Mauro Rosati, Direttore Generale della fondazione Qualivita; questa, istituita a Siena nel 2002, ha come obiettivo la protezione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità, ponendo particolare attenzione alle Indicazioni Geografiche.

Il Dottor Rosati ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’Expo di Milano, che affrontando il tema del nutrimento del Pianetaha dato rilievo a quelli che sono i prodotti italiani certificati, portando dunque anche ad un aumento del fatturato. Ha continuato a parlare, poi,  del Testo Unico del Vino, approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera il 28 Novembre 2016. Questo, insieme ai suoi 90 articoli, si pone come un primo strumento legislativo in grado di normalizzare la produzione e la commercializzazione vinicola nostrana. Rosati discute poi delle nuove potenzialità rappresentate dagli emergenti mercati appartenenti al settore dello street food  (che egli preferisce denominare come “ristorazione organizzata), sottolineando come il nostro Paese stia rimanendo tagliato fuori e di come risulti quindi  ancora più importante tutelare le nostre produzioni di qualità DOP e IGP.

A prendere poi parte alla presentazione Stefano Fontana, in rappresentanza del Comitato esecutivo dell’associazione AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche).  Si tratta in questo caso di un’associazione senza scopo di lucro costituita tra i vari Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf allo scopo di valorizzare le produzioni IG, sostenere le loro politiche a livello nazionale, comunitario e internazionale, e monitorare l’evoluzione del settore, avendo comunque un occhio di riguardo per la tutela dei prodotti di qualità.  Proprio il termine tutela ci ricollega all’intervento di Stefano Vaccari, il quale ci ha spiegto, mediante l’aiuto di qualche slide, l’operato dell’ICQRF, ossia dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Siamo in questo caso di fronte a uno dei maggiori organismi  europei del controllo agroalimentare, il quale conta infatti 38.572 controlli per un valore pari a 13,6 milioni di euro; questi vanno poi a sommarsi ai controlli effettuati dal Corpo Forestale dello Stato, dal Nucleo Antifrodi Carabinieri e dalla Guardia Costiera per un totale di 162.227 controlli per un sequestro complessivo equivalente a 36,1 milioni. L’operato dell’ICQRF coinvolge naturalmente anche il web, forse il terreno più adatto ad ospitare truffe; colpisce molto in sala l’immagine di un parmigiano vegano in vendita online, ma a colpire è sicuramente la consapevolezza che qualcuno lo avrà di certo comprato.

È proprio questo il messaggio che coloro che hanno collaborato alla stesura del Rapporto vogliono mandare: proteggiamo e valorizziamo i nostri prodotti affinché tali frodi siano per tutti impensabili.

Intervista a Stefano Fontana

      intervista Fontana2

Intervista a Mauro Rosati

      intervista Rosati1

 

Marika Catalani

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