I workshop sui T.O.D: giovani ingegneri armati di idee e conoscenze

I workshop sui T.O.D: giovani ingegneri armati di idee e conoscenze

Mercoledì 8 maggio Radio Sapienza è stata nella Facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli per seguire il primo dei tre appuntamenti del workshop MOET: transit oriented development (T.O.D.) in the compact city, giunto alla sesta edizione. Il corso riguarda l’ideazione e l’applicazione attraverso sopralluoghi fisici di alcuni parametri atti a determinare la reale qualità di una città, e per farlo, su esplicita condizione posta dai relatori, sono stati scelti tre luoghi di Roma sicuramente poco turistici, come Re di Roma, Manzoni e la città del Tuscolano. I parametri citati sopra nascono dall’esigenza di riformare i nuovi processi di urbanizzazione che investono le città, nello specifico quelle mediterranee, dettati ormai da un uso esasperato delle automobili, perdendo di vista il benessere e il comfort delle persone che quelle città le abitano.

I T.O.D. seguono ben otto principi:

  • Walk, i pedoni devono poter camminare per la città in modo sicuro e confortevole
  • Cycle, c’è bisogno di lunghe piste ciclabili e di parcheggi per le stesse nelle stazioni e nei punti nevralgici della città
  • Connect, le intersezioni tra strade pedonali devono essere sufficientemente funzionali
  • Transit, diminuzione a minimo un chilometro di distanza da percorrere a piedi per raggiungere una stazione
  • Mix, ogni area urbana deve dotarsi di numerose e diverse attività commerciali, per diversificare il commercio e rendere viva la zona dalla mattina alla notte
  • Density, densità della popolazione da regolare per distribuirla in modo equo in tutte le zone della città
  • Compact, ogni città deve avere un buon numero di opzioni di trasporto
  • Shift, operare un cambio riducendo la porzione di territorio occupato dalle automobili

Coordinato dal prof. Cecere, questo evento si caratterizza fin da subito per l’internazionalizzazione del progetto: invitati a Roma, hanno partecipato alcuni studenti dell’università politecnica della Catalogna, accompagnati dalla prof.ssa Coch. Nell’intervista che il prof. Cecere ha rilasciato alla fine dell’evento, è stato messo in risalto proprio questa questione, considerando imprescindibile i diversi punti di vista che nascono dal confronto tra laureandi di diversi paesi. In fondo questa iniziativa, come dichiarato dal professore stesso, ha lo scopo di difendere la città che ha “nemici tanto esterni quanto interni” riagganciandosi alla tesi secondo la quale il reale problema molto spesso sono gli abitanti stessi. E quindi una chiosa finale sulla Capitale, definita una città che “non è mai stata ordinata e pianificata” perchè gli amministratori della stessa “sono incolti non capendo realmente la città e non intravedendone le reali potenzialità”. Infatti, pure non entrando nel merito politico della questione, Cecere evidenzia un grande problema di natura culturale.

E allora ben vengano queste iniziative, sperando che il connubio tra professori di lungo corso e giovani laureandi possa far nascere qualcosa di diverso: nuove strategie di rigenerazione urbana e giovani menti possono davvero regalarci altre e nuove prospettive future.

Simone Belfiglio

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