WeComSport e FIR per il Sei Nazioni: un legame inscindibile premiato al CoRiS

WeComSport e FIR per il Sei Nazioni: un legame inscindibile premiato al CoRiS

Venerdì pomeriggio, presso l’Aula Oriana del Dipartimento CoRiS, si è svolto il convegno “Peer to peer digital communication. Sperimentare in campo”. L’evento è stato organizzato dai ragazzi del laboratorio “WeComSport” con l’obiettivo di fare un sunto dell’esperienza vissuta con FIR (Federazione Italiana Rugby) in occasione del Sei nazioni del febbraio e del marzo scorso.

La giornata di lavori, moderata dalla professoressa Barbara Mazza, responsabile del laboratorio, ha visto la partecipazione di tutte le parti che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto. Hanno aperto la discussione i saluti del professor Antonio Fasanella e di Pierluigi Bernabò.

Il professor Fasanella, in qualità di Vicedirettore del dipartimento, ha portato la vicinanza del CoRiS al progetto, oltre ai saluti del direttore Mazzara. Ha parlato di “un momento importante per i ragazzi del laboratorio di WeComSport”, convinto di un’esperienza che porta i ragazzi a conoscere i valori fondamentali dello sport. Inoltre ha accennato alla terza edizione del Festival della comunicazione sportiva, che si terrà a settembre, a cui il dipartimento sta lavorando.

Pieluigi Bernabò, responsabile degli eventi FIR, ha raccontato gli obiettivi di comunicazione che la Federazione intende perseguire in generale e quelli nel particolare con la partnership del laboratorio: “Abbiamo raccontato la nostra idea di rugby che non è solo terzo tempo ma molto di più”. Bernabò infatti si è concentrato su un aspetto fondamentale per l’intera federazione, ossia che al di là dell’organizzazione sportiva e della promozione di eventi bisogna comunicare e far conoscere i valori del rugby.

Dopo i saluti istituzionali si è passati ai lavori, con moderatore Paolo Ricci Bitti, giornalista esperto di rugby de Il Messaggero, che dato il via agli interventi sottolineando il lavoro dei ragazzi, in quanto fare comunicazione di rugby in Italia è difficile.

Il primo ad intervenire è stato il professor Massimo Franchi, docente dell’istituto Rossellini, che ha diretto i propri alunni alla realizzazione di un video diretto alla promozione del Sei Nazioni. Il professore ha rimarcato l’importanza di svolgere attività così stimolanti con un partner importante, il che ha contribuito alla creazione di un prodotto professionale e ad un’esperienza di lavoro vera.

Andrea Cimbrico, responsabile della Comunicazione della Federazione ha subito sottolineato il grande rapporto umano che si è instaurato con i ragazzi. Uno dei risultati più importanti, perché lo sport è soprattutto questo. Cimbrico ha spiegato poi come si siano raggiunti gli obiettivi prefissati di social media marketing della Federazione, con delle lezioni imparate anche da una grande azienda: da un lato far arrivare il rugby ad un pubblico nuovo, dall’altro far capire alla FIR come il digitale e l’identificazione dei pubblici non vicini sia funzionale per raggiungere obiettivi commerciali e comunicativi, e quindi per poter raggiungere nuove audience.

Successivamente Claudia Parola, social media manager della FIR, ha approfondito il tema della grande ibridazione della comunicazione digitale all’interno di una federazione sportiva, in quanto è difficile capire ciò che è comunicazione e ciò che è marketing. Poi ha rivelato il duplice valore della collaborazione di WeComSport: da un lato la solida struttura teoria portata dai ragazzi, dall’altro la crescita partita dopo partita nell’adattamento alle teorie, alla struttura e agli obiettivi della situazione presente.

Dopo gli interventi delle istituzioni coinvolte, spazio proprio ai ragazzi del laboratorio, i veri protagonisti della giornata. Alessio Tommasini ha spiegato la nascita e la crescita di questa importante partnership, ha definito la prima fase “di corteggiamento”, quando si è presentata la possibilità di aderire a questo progetto in occasione del Test Match di novembre contro gli All Blacks, mentre la seconda fase è stata la collaborazione vera e propria durante il Sei Nazioni, quando hanno ascoltato la FIR che ha creato una promozione apposita per gli studenti Sapienza in occasione delle partite casalinghe della Nazionale allo Stadio Olimpico di Roma (contro Galles, Irlanda e Francia,ndr). Per far sì che il loro messaggio passasse al meglio, i ragazzi hanno utilizzato un linguaggio che potesse parlare in modo diretto con i nostri colleghi attraverso influencer (influencer marketing).

Domenico Iannone invece ha presentato i risultati del lavoro di ricerca di WeComSport. Si è partito dalla sopracitata sfida agli All Blacks del 24 novembre scorso, in cui si è usata prevalentemente la piattaforma di Instagram. Ha spiegato come oltre al pubblico di coloro che sono già appassionati, è difficile far appassionare nuove persone, soprattutto giovani, al rugby. Le parole chiave utilizzate per veicolare al meglio i messaggi e i valori di FIR sono state sostegno, unione, coraggio, rispetto e lealtà. Analizzando i dati sulle vendite (942 biglietti venduti), sull’interazione (39mila utenti unici) e sul tasso di conversione (2,4%, il doppio rispetto al solito), si è arrivati alla conclusione della two step floor communication, in cui far saltare il messaggio della FIR e comunicarlo direttamente attraverso l’influencer.

Ad è stato proprio l’influencer coinvolto, Gianluca Siciliano, a parlare della propria esperienza. Il ragazzo, tra l’altro studente di Giurisprudenza della Sapienza, è rimasto estasiato da questa collaborazione, che ha fruttato un’ottimo engagement sul suo profilo. Ha spiegato inoltre come dev’essere il rapporto tra l’influencer e l’azienda: il primo dovrebbe testare e consiliare il prodotto alla seconda, ma spesso non accade.

A concludere gli interventi è stato Lorenzo Marucci, responsabile della pagina “Sapienza Meme”, che ha approfondito le condizioni essenziali per una sponsorizzazione di eventi efficace: in particolare la costanza nella pubblicazione, grafiche ad impatto, interazione, creatività e coinvolgimento.

Dopo una tavola rotonda, in cui i relatori si sono prestati alle domande della platea, ha concluso i lavori la professoressa Mazza, in quanto collante essenziale tra le due parti in causa. Ha spiegato come l’esperienza di quest’anno è stata un’importante formazione di teoria e pratica insieme. “È stato straordinario veder sviluppare un approccio e metterlo e metterlo sul campo per risultati concerti”, ha affermato. Risultati che sono arrivati sia in termini di vendite, sia in termini scientifici. Infine uno sguardo al futuro, all’appuntamento con il 3° Festival della comunicazione sportiva, e con i prossimi passi in avanti nel progetto corrente: “È necessario un approfondimento sulla dimensione dei linguaggi per veicolare al meglio la ricchezza di valori ed eventi del rugby”.

Al termine della giornata, il momento clou dell’evento: la consegna degli attestati di partecipazione da parte di Andrea Cimbrico, Pierluigi Bernabò e Giovanna Gianturco, vicepreside della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione. I ragazzi premiati sono: Francesca Alescio, Stefania Belmonte, Eleonora Boaselli, Stefania Di Fazio, Elisabetta Finizio, Domenico Iannone, Marta Melodia, Francesca Spera, Annalia Taddeo, Elisa Toffanello, Alessio Tommasini.

 

 

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