‘Un cocktail con Alessandro Focaracci’: un invito a credere in se stessi

‘Un cocktail con Alessandro Focaracci’: un invito a credere in se stessi

Martedì 26 giugno, presso l’Aula del Chiostro del Dipartimento di Ingegneria civile e industriale, si è svolta la VI edizione di ‘Un cocktail con…’, iniziativa legata al progetto FiGi (Facoltà di Ingegneria e grandi imprese) che si impegna per un’offerta formativa innovativa e adeguata alle esigenze del mondo del lavoro. Protagonista dell’incontro è stato l’ingegnere Alessandro Focaracci, amministratore unico della società Prometeo Engineering Srl,  che in aula ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera lavorativa, fornendo consigli preziosi a tutti i giovani intenzionati a  lavorare nel mondo dell’ingegneria.

Dopo i saluti del preside di facoltà Antonio D’Andrea, la parola è passata proprio al protagonista dell’incontro Focaracci, che ha aperto il discorso parlando dei suoi inizi: “Rinunciai al posto fisso per un esame all’università. La vocazione era quella di entrare nel mondo delle costruzioni. Scelta forte e coraggiosa la mia” ha detto l’ingegnere, esortando  i giovani presenti ad avere la giusta convinzione per quello che si fa in modo da superare tutte le difficoltà che la vita può presentare. Focaracci ha sottolineato poi  l’importanza della ‘fortuna’ e di ‘una figura guida’ nella carriera lavorativa di un giovane, raccontando della proposta ricevuta dal suo professore di lavorare in una nuova società di ingegneria a Milano: “Accettai subito la sua proposta e nel giro di pochi anni arrivarono grandi soddisfazioni e progetti“. Un’esperienza proseguita poi a Roma al Ministero delle Infrastrutture, che ha permesso a Focaracci di conoscere i molteplici aspetti economici e finanziari. Sono state proprio le competenze acquisite in quegli anni che hanno dato all’ingegnere la spinta per intraprendere la carriera nell’imprenditoria, che prosegue tutt’oggi.

Nella seconda parte del suo discorso, Focaracci si è voluto soffermare sull’aspetto professionale, raccontando nel dettaglio i  progetti realizzati con la  società milanese e soprattutto durante l’esperienza ministeriale, come le numerose metropolitane nazionali e internazionali(Napoli, Roma, Marsiglia, Lione,…), la Bologna-Firenze o l’importante adeguamento della Salerno-Reggio Calabria. “L’uomo italico ha nel Dna le costruzioni” ha detto nel suo discorso  l’ingegnere, ripercorrendo tutte le tappe più importanti dell’uomo costruttore: dalla grandi opere realizzate dalla famiglia Medici alla lungimiranza di Camillo Benso Conte di Cavour nel creare un’unica rete ferroviaria, passando per il Piano Nazionale Trasporti degli anni ’80 fino alla più recente Legge Obiettivo che ha permesso la realizzazione di molti lavori. Focaracci ha poi sottolineato quanto sia importante per un ingegnere essere informato sulle tendenze dei nuovi mercati, come quello nigeriano ed etiope,  che stanno crescendo a ritmi notevoli anche grazie ad una popolazione giovane e determinata.

Dopo il breve intervento della professoressa Regina Lamedica, brava nel riassumere i punti salienti toccati da Focaracci, il microfono è tornato proprio all’ingegnere, che ha approfittato dei minuti finali dell’incontro per presentare il suo libro ‘Le grandi infrastrutture e la funzione strategica dei trafori alpini’ , un’opera in grado di racchiudere i diversi punti di vista sul tema. Un incontro dunque molto produttivo, in cui si è messo in risalto l’importanza per un giovane laureato di credere nei propri sogni senza mai arrendersi, per poter raccogliere l’eredità dei più grandi con tanta caparbietà.

Andrea Celesti

Intervista ad Alessandro Focaracci 

      Intervista Focaracci mp3s

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