Twitter: una nuova tv!

Twitter: una nuova tv!

Il social network di microblogging si sta trasformando in una vera televisione, piena di potenziale cross-mediale per poter catturare la mente più giovane e fresca. Twitter, un social ormai riconosciuto da anni, si sta accordando con 16 organi editoriali, da Bloomberg a Buzzfeed. Questa nuova televisione affronterà un’ondata di trasmissione della durata di 24 ore riuscendo magari a catturare un numero di pubblico maggiore e non così legato alla ragnatela 2.0. La nuova piattaforma prenderà sempre più piede verso un potenziale da youtuber con nuovi video e potenziale streaming, un ramo ove sia necessario comunque aggiornarsi e dove social come Facebook si erano già attivati in precedenza. L’ultima trimestrale ha riportato i dati dei contenuti live affrontati dalla stessa piattaforma di microblogging accertando una produzione di 800 ore visualizzata da 45 milioni di utenti unici.

Le finanze della società hanno registrato nell’ultimo trimestre del 2017 un momento di respiro facendo registrare un periodo di toccasana nonostante le previsioni deludenti degli analisti. “Con questi nuovi contenuti – spiega la società – vogliamo offrire più contenuti agli utenti, più ricavi agli editori e possibilità alle aziende di agganciare più pubblico”. Anthony Noto, responsabile finanziario della società nonché responsabile operativo della piattaforma di microblogging:  “Avremo video 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 sempre su Twitter – ha spiegato a BuzzFeed – il nostro obiettivo è quello di essere un posto affidabile, un posto in cui vai quando vuoi sapere cosa stia succedendo” nel mondo. Secondo il responsabile di Twitter Anthony Noto i live video non fanno altro che crescere le interazioni sulla piattaforma e di conseguenza diventano contenitori importanti di pubblicità. “Stiamo lavorando su moltissime cose – ha aggiunto – molto bolle in pentola”.

Il social di Noto prosegue dunque la sua complicata marcia di cambiamenti per rimettere in moto il numero degli utenti, calmare gli investitori e in prospettiva trovare finalmente un acquirente (nei giorni scorsi si era tornato a parlare di Disney).

 

Filippo Sansa

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