Trasparenza e partecipazione. La Settimana dell’Amministrazione Aperta

Trasparenza e partecipazione. La Settimana dell’Amministrazione Aperta

Seminari, dibattiti pubblici, webinar: sette giorni di appuntamenti in tutta Italia per promuovere la cultura e la pratica della trasparenza. È la Settimana dell’Amministrazione Aperta, l’iniziativa promossa dal Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio che si è aperta lo scorso lunedì in contemporanea all’Open Data Day. L’evento vuole essere un’occasione per stimolare un dibattito costruttivo su una visione nuova della pubblica amministrazione, che coinvolga in prima persona cittadini, lavoratori pubblici, amministrazioni, imprese e organizzazioni della società civile.

«Promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e della accountability nelle amministrazioni pubbliche e nella società e accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni»

«Non convegni, ma seminari, hackathon, dibattiti pubblici, webinar, pubblicazione di documenti e report, rilascio di dataset in formato aperto e altre iniziative volte a mettere a disposizione di cittadini e pubbliche amministrazioni strumenti utili ad attuare i principi dell’Open Government», specifica il sito istituzionale dell’evento. «Iniziative che consentano di acquisire la consapevolezza dell’importanza del processo di trasformazione della Pubblica amministrazione e della centralità del contributo di ognuno». Non presentazioni autoreferenziali di documenti burocratici, dunque, ma incontri bidirezionali finalizzati a «promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e della accountability».

Anche la Sapienza ha preso parte all’iniziativa, presentando il progetto “EasySpid” nell’ambito del webinar Come progettare servizi in rete efficaci e come implementare SPID nei servizi dell’amministrazione”. L’incontro, che si è svolto giovedì 9 marzo dalle 12.00 alle 13.30 raggiungendo picchi di 400 utenti connessi, è stato promosso dalla piattaforma Formez ed ha fornito indicazioni riguardo le modalità attraverso cui le PA possono implementare SPID in modo da semplificarne l’utilizzo da parte dei cittadini, facendo ampio ricorso alle best practices delle amministrazioni che hanno già dimostrato di usare correttamente il nuovo sistema. Particolarmente interessante l’intervento di Marco Bani (AgID) “Linee guida di design per i servizi web della PA e identità digitale”, focalizzato sull’importanza di predisporre un sistema condiviso di riferimenti visivi che guidi ed orienti il cittadino durante la navigazione.

 

Cos’è SPID

SPID – acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale – è il nuovo sistema di login che permette a cittadini ed imprese di accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazioni (oltre che di realtà private che rendono i propri siti compatibili con SPID) con un’unica identità digitale. La Sapienza è stato il primo ateneo italiano ad adottare il sistema, integrandolo alla piattaforma Infostud intorno alla metà del 2016. Con lo stesso numero identificativo gli studenti possono usufruire dei servizi di altre amministrazioni, senza dover generare nuove password: Inps, Inail, Agenzia delle Entrate – ad esempio – sono già operative, e molte regioni ed enti locali stanno entrando nel progetto. SPID dovrebbe essere attivato in tutte le pubbliche amministrazioni italiane entro la fine del 2017.

 

Perchè una Settimana dell’Amministrazione Aperta

Il tutto parte da lontano. L’Italia ha aderito nel 2011 all’Open Government Partnership, un progetto laterale voluto da Barak Obama e che oggi vede la partecipazione di 75 Paesi. Tuttavia, i dati forniti dalla Commissione Europea mostrano come attualmente la propensione generale all’utilizzo di internet sia in Italia più bassa che negli altri paesi dell’Unione: poco più del 58% degli individui dichiara di utilizzare il web quotidianamente contro il 65% della media UE.
Individui che hanno utilizzato internet per interagire con le PA negli ultimi 12 mesi (2014) (% di utilizzo)
Imprese che hanno utilizzato internet per interagire con le PA negli ultimi 12 mesi (2014) (% di utilizzo)

 

Il quadro che emerge dalle analisi svolte dagli organismi internazionali è concorde nel rilevare un generale ritardo nella digitalizzazione dell’Italia rispetto a quanto osservato negli altri principali Paesi industrializzati. Per questo motivo, sono state avviate iniziative di sensibilizzazione indirizzate sia ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni sia ai cittadini: l’idea è che ciò possa «contribuire ad accelerare i processi di apertura delle amministrazioni, a migliorare i processi decisionali, a favorire l’esercizio dei diritti di cittadinanza digitale e ad accrescere la fiducia nelle istituzioni».

Ismaele Pugliese

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