Trajectory Equifinality Approach: una nuova strada nella ricerca qualitativa

Trajectory Equifinality Approach: una nuova strada nella ricerca qualitativa

Giovedì 7 Marzo, presso l’aula Mauro Wolf del dipartimento di Comunicazione di Ricerca Sociale (CoRiS) dell’Università di Roma La Sapienza, si è svolta la lezione del professor Tatsuya Sato, docente di Psicologia sociale applicata e di Storia della Psicologia presso la Ritsumeikan University di Kyoto per presentare agli allievi del primo anno del Dottorato in Comunicazione, Ricerca Sociale a Marketing e ai docenti del dipartimento un’introduzione al Trajectory Equifinality Approach, o TEA, una strategia di ricerca qualitativa sviluppata a partire dal 2004 da Jaan Valsiner, Tatsuya Sato e Yuko Yasuda.

La lezione è stata presentata e presieduta dal professor Bruno Mazzara, direttore del Dipartimento CoRiS e dal professor Christian Ruggiero.

La TEA è una strategia di ricerca finalizzata a studiare il “percorso della vita” che si basa su una costruzione triarchica in psicologia culturale di tre componenti: HSI (Historically Structured Inviting), TEM (Trajectory Equifinality Modelling) e TLMG (Three Layer Model of Genesis).
Il primo componente è uno strumento metodologico per l’indagine qualitativa finalizzata alla costruzione degli EFP (Equifinality point) ossia dei “punti” di arrivo o tappe della nostra esperienza di vita, a cui si può accedere secondo più percorsi;
il TEM è una metodologia per descrivere la vita in un tempo irreversibile, rappresentato da una freccia che scorre verso un unico senso. “The trajectory equifinality model focuses on the diversity of life within irreversible time“.
la TLMG è una struttura, collegata ai BFP (bifurcation point), ovvero dei “punti” di biforcazione in cui l’individuo dovrà decidere quale percorso intraprendere nella sua vita.
TLMG makes it possible to understand how signs emerge at a particular time and place (i.e., at bifurcation) in a life trajectory“:

La TEA ha spiegato il professor Sato durante la sua lezione, utilizza due dimensioni per descrivere i percorsi e le esperienze di vita. Una è il tempo e l’altra è la dimensione sopra spiegata costituita dai punti di EFPPEFP (possibili eventi).

Per spiegare brevemente meglio cosa sia la TEA, in cosa consista e perché si differenzi dalle altre strategie metodologiche di ricerca abbiamo un’intervista del professor Tatsuya Sato:

      Intervento di Tatsuya Sato
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Nato a Roma, studio Comunicazione Pubblica e d'Impresa alla Sapienza. Divoratore seriale di serie tv e attivista per i diritti umani. Vivo nella speranza di capire come conciliare tutte queste cose insieme. Sono fermamente convinto che per essere felice bastino due cose: cibo e musica. E un bicchiere di Cannonau.

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