“The Future of Environmentalism”: per una politica in difesa dell’ambiente

“The Future of Environmentalism”: per una politica in difesa dell’ambiente

Negli ultimi mesi, quello dell’ambientalismo è stato uno dei temi più gettonati nei fasti della cronaca. La sensibilizzazione su strategie di riduzione dell’inquinamento quali il riciclaggio e l’evitamento degli sprechi hanno portato preziosi risultati nella quotidianità delle persone. Ma la strada da percorrere è ancora lunga e i governi di tutto il mondo devono dedicare alle questioni ambientali politiche sempre più elaborate. E proprio quest’ultime sono state l’argomento centrale dell’incontro “The Future of the Environmentalism” svoltosi Lunedì 4 novembre 2019 alle 14.30 presso l’Aula 8 del Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza. Dopo una brevissima introduzione del prof. Fabio Giglioni, a tenere il seminario è stato il prof. Scott Fulton, presidente dell’ Environmental Law Istitute, che in un inglese molto semplice e alla portata dell’uditorio, composto fondamentalmente dagli studenti della Facoltà di Scienze Politiche, ha parlato degli obiettivi fondamentali della governance ambientale, delle attuali politiche che ruotano intorno alle questioni ambientali, nonché del raggiungimento di nuovi fattori di comportamento e performance ambientali, includendo le iniziative nel settore privato e i big data sull’ambiente.

Intervista al prof. Scott Fulton (in inglese)

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Il prof. Fulton introduce l’incontro parlando dell’Environmental Law Institute, l’ente no-profit che si pone come obiettivo principale la realizzazione di un diritto che funzioni in rispetto delle persone, del pianeta e dell’ambiente: tutto ciò è realizzabile attraverso lo sviluppo delle capacità dei leader e delle istituzioni del domani, attraverso la ricerca e l’analisi di sfide ambientali complesse e urgenti e attraverso la promozione mediatica.
Subito dopo aver spiegato di cosa si occupa l’ELI, Fulton affronta un punto abbastanza cruciale, introdotto dalle domande: “What have we learned? What has worked?”, in altri termini “Cosa è stato fatto finora?”
Nel rispondere a queste domande, il prof. Fulton cita il Governing Council Decision del 27 agosto 2013 del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, il quale sostiene che fino ad oggi, in protezione dell’ambiente, a funzionare è stata una “ricetta vincente” fatta di campagne divulgative, partecipazione pubblica, leggi attuabili e implementabili e un’esecuzione penale, civile e amministrativa con risoluzione tempestiva, indipendente e imparziale delle controversie.

Subito dopo, il prof. Scott Fulton affronta un altro punto, partendo da quanto è emerso dall’Environmental Rule of Law, il primo studio globale dell’ONU sulla diffusione, negli ultimi quarant’anni, delle regole di diritto ambientale e sulla effettività delle loro disposizioni e dei
meccanismi di “command and control” delle istituzioni che le dovrebbero garantire. Nonostante il quadro emerso da questo documento delle Nazioni Unite sia poco rassicurante (a causa delle differenze condizionali nella gestione ambientale), i governi devono diventare consapevoli dell’ambiente e sviluppare la coscienza collettiva verso tale causa. Anche in questo caso, specifica Fulton mostrando un grafico, la chiave di volta è nell’emendamento di una legislazione valida, nella regolazione delle controversie, nell’accesso alle informazioni (big data) e in un rafforzamento dello stato di diritto ambientale. In quanto cittadino americano e studioso delle politiche ambientali, Fulton traccia l’esempio del suo paese, in cui ci sono problemi, a suo dire, di “dissonanza ambientale”.

In conclusione della conferenza, il prof. Fulton traccia una proposta di modello, un “nuovo mondo di governo ambientalista”, le cui coordinate sono quadripartite all’interno di un piano cartesiano: nell’ordine, si possono chiamare  “Gestione del rischio finanziario e manageriale”, “Sistema basato sulla legge”, “Tecnologie” e “Big Data”.

Al termine del seminario, il prof. Scott Fulton ha gentilmente concesso una rapida intervista ai nostri microfoni. In seguito, l’intervista tradotta in italiano. Nell’audio la versione originale in inglese.

RS: Professore, la prima cosa che le chiedo è: perché è importante parlare di ambiente e di ambientalismo agli studenti universitari?

Prof. Fulton: Fondamentalmente perché voi tutti studenti universitari siete il futuro di questo pianeta. Pochi problemi sono più importanti del tema della sostenibilità.

RS: Nell’ultimo periodo abbiamo sentito molto parlare dell’attivista svedese Greta Thunberg, la quale ha accusato i governi di non impegnarsi abbastanza sull’ambiente. Cosa possono fare di concreto i governi per quanto riguarda l’ambiente?

Prof. Fulton; Io credo che i governi possono fare molto per l’ambiente. Le soluzioni non sono sempre semplici e dirette, ma anzi possono essere molto difficili. Il fine ultimo deve essere il progresso. Progresso nel superare le sfide ambientali attuali. Sia che queste sfide siano il cambiamento climatico o la biodiversità o gli sprechi o le forme convenzionali di inquinamento, i governi giocano un ruolo fondamentale e in assenza di un governo che giochi questo ruolo ci ritroviamo tutti in una situazione molto difficile.

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