Teofrasto nella tradizione biografica greca e latina

Teofrasto nella tradizione biografica greca e latina

Martedì 14 dicembre, presso l’Aula II di Villa Mirafiori, Tiziano Dorandi, direttore della ricerca presso il Centre national de la recherche scientifique di Parigi, ha tenuto una lezione dal titolo “Teofrasto nella tradizione biografica greca e latina”. Come proposto dal titolo della lezione, l’illustre ricercatore ha ricostruito la vita del filosofo attraverso le rare fonti disponibili.

Teofrasto di Ereso nacque nel 371 a.C. ad Ereso, sull’isola di Lesbo. Figlio di un lavandaio, si trasferì ad Atene per motivi di studio. Studiò prima con Platone e poi con Aristotele, divenendo il suo successore presso il Peripato. Teofrasto trattò opere riguardanti botanica ed argomenti scientifici, anche se un ruolo di spicco fu ricoperto da “La Metafisica” per la complessità e l’ampiezza dei temi trattati.

Il filosofo era in buoni rapporti con Cassandro, della corte macedone, ed era amico con i Tolomei, in Egitto. Tra i suoi discepoli figurano il comico Menandro ed il filosofo Epicuro.

Egli non era un cittadino ateniese, veniva perciò definito “meteco” (straniero). Nonostante ad Atene solo i cittadini ateniesi potevano possedere proprietà immobiliari, Teofrasto ottenne tale diritto grazie a Demetrio del Falero, acquisendo il giardino del liceo alla morte di Aristotele, volendo così dare probabilmente una struttura alla scuola. Come tutti i filosofi dovette successivamente allontanarsi da Atene a causa della legge proposta da Sofocle, secondo la quale nessun filoso poteva essere a capo di una scuola filosofica senza il consenso del popolo ateniese. L’esilio durò soltanto un anno grazie a Filone, che asserì l’illegalità della legge. Durante questo anno nacquero i rapporti con i Tolomei.
Morì ad Atene all’età di 85 anni “per aver lavorato troppo”, secondo Diogene Laerzio.

Tra le fonti biografiche riguardanti Teofrasto di Ereso troviamo autori quali Filodemo di Gadara e Diogene Laerzio.

Gli scritti di Filodemo di Gadara sono stati rinvenuti all’interno della Villa dei Papiri ad Ercolano. Tra di essi è presente “Rassegna dei filosofi”, opera composta da 10 libri in cui viene trattata anche la vita di Teofrasto.

Diogene Laerzio scrisse invece “Vite dei filosofi”, trattando la vita di Teofrasto nel quinto libro dell’opera. Trascrisse inoltre il catalogo con tutti i titoli delle opere di Teofrasto, tra le quali “Opuscola teofrastei” è arrivata fino a noi. Di estrema importanza, Diogene scrisse il “Testamento di Teofrasto”. Nell’ultima parte dell’opera viene descritto il peripatos che Teofrasto aveva lasciato alla sua morte, descrivendo il liceo come un giardino contornato di alloggi, citando la presenza di un altare destinato forse ai sacrifici, e la presenza di una statua gigante di Nicomaso e delle statue delle Muse. Sempre all’interno di quest’opera viene definita la volontà di Teofrasto affinché gli studenti possano continuare a dimorare negli alloggi, a condizione che nessuno ne possegga come cosa privata, elencando tutti i personaggi che compongono la scuola.

In conclusione alla lezione è stata trattata anche una testimonianza ambigua, quella contenuta nel testo di un papiro malconcio che forse potrebbe contenere il nome di Teofrasto. Il papiro è un frammento delle “Filippiche” di Demostacle e potrebbe contenere la parte della vita di Teofrasto appartenente ad Asso. Il frammento però è stato smentito da Strabone.

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