Spring Attitude 2022, Atto Primo

Spring Attitude 2022, Atto Primo

Cinecittà, un afoso giorno di settembre. Dopo l’apertura della kermesse affidata al polistrumentista islandese Ólafur Arnalds, lo Spring Attitude Festival è pronto a sbarcare nel tempio del cinema italiano, una location suggestiva e unica nel suo genere. Dipanandosi tra il venerdì e il sabato della terza settimana di settembre, la rassegna propone una line-up eterogenea, che, spaziando dalla techno all’indie pop, fa dell’ecletticità delle proposte il suo punto di forza, offrendo agli spettatori oltre sette ore di musica dal vivo non stop.

Dopo essersi aggirato tra gli studi cinematografici, il pubblico viene accolto dal set che ricalca l’antica Roma, nel quale si stagliano due palchi, il Genera e il Molinari stage. Alle 18.10 attacca a suonare la prima band sul palco più piccolo dei due per i primi accaldati spettatori. I 72 Hours Post Fight, guidati da Fight Pausa, stregano gli ascoltatori con la loro miscela notturna di dark jazz che si ibrida con sample e ritmiche tipiche dell’hip hop. Il gruppo presenta brani dal loro ultimo album, lo strumentale “Non Background Music”, convincendo a pieno nonostante la brevità del proprio set, confermandosi come una delle band più interessanti che popola l’instabile sottobosco dell’underground italiano.

Neanche il tempo di riprendersi dall’oscuro incantesimo lanciato dalla band di Fight Pausa e Palazzi D’Oriente che sul palco principale attacca a suonare il giovanissimo Centomilacarie, classe Duemilaquattro. Il musicista si presenta in solitaria con una chitarra acustica, intonando tre o quattro canzoni. Pesa l’assenza di una band e l’esibizione del diciassettenne di Varese stenta a decollare. Poco male, dato che Ditonellapiaga è subito pronta a infiammare il Molinari stage con il suo pop raffinato.

La rivelazione dell’ultimo festival di Sanremo domina il palcoscenico grazie ad un’ottima presenza scenica e ad una band di capaci musicisti. Dopo aver aperto il live con l’esplosiva “Morphina”, tratta dal suo primo disco “Camouflage”, la venticinquenne continua a eseguire brani estratti dal suo primo lavoro in studio, che contiene anche “Chimica”, la hit composta insieme a Donatella Rettore. Le sonorità moderne della cantautrice brillano soprattutto nei brani più sperimentali e meno convenzionali del suo set. Promossa a pieni voti. Lo Spring Attitude ha definitivamente iniziato a ballare.

Le atmosfere dancefloor oriented non sono ancora pronte a scatenarsi definitivamente, hanno un ultimo ostacolo di fronte a loro: il concerto di Iosonouncane. Pseudonimo di Jacopo Incani, il musicista sardo celebra a Roma la conclusione del tour promozionale di “Ira”, il suo terzo (monumentale) lavoro in studio. Come consueto, Jacopo non è di molte parole, si nasconde dietro i sintetizzatori e lascia che le sonorità apocalittiche e tribali del suo ultimo LP prendano il sopravvento. Il polistrumentista è accompagnato da una ricca ensamble, con la quale ha anche registrato l’ultimo album, che lo aiuta a concretizzare le atmosfere ansiogene di brani come “Hajar”, una lunga cavalcata che sfocia in un bagno sensoriale di rumore bianco. Prima di congedarsi dopo il solido concerto Incani suona anche “Tanca”, brano di apertura di “Die”, uno dei dischi più importanti degli ultimi dieci anni nel panorama indipendente italiano.

Ripresi dal viaggio sintetico di Iosonouncane, sale sul palco principale Fulminacci, ormai volto noto per gli amanti dell’indie pop italiano di ottima fattura. Il giovane cantautore romano si sente a casa, gioca con sonorità che oscillano tra il funk e la canzone d’autore italiana, divertendo e divertendosi. Regala ai numerosi fan anche due duetti con altri due nomi ben noti: Willie Peyote prima e Daniele Silvestri dopo.

È tempo per i Red Axes, duo elettronico proveniente da Israele, di investire il pubblico con un dj set psichedelico e allucinato, perfetto per caricare di elettricità l’attesa per il concerto di Cosmo. La selezione musicale del gruppo predilige sonorità acid house fatte di acquose basse frequenze e martellanti casse in quattro quarti.

Stordita dalla techno ricercata dei Red Axes, la folla è pronta per accogliere festosamente Cosmo e sprofondare, una volta per tutte, nei suoi deliri sintetici. Il cantautore si scatena, salta, si concede al pubblico mentre un flusso di suoni derivazione Chicago house sgorga incessante dalle casse del palco principale.

L’afterparty del concerto dell’artista italiano è invece affidato alla producer elettronica The Blessed Madonna. La musica elettronica domina la lunga notte di Spring Attitude, iniziata con le sonorità provenienti da un altrove lontano di Iosonouncane. Nonostante la piccola sbavatura pomeridiana del set di “Centomilacarie”, gli artisti selezionati, nonostante la loro eterogeneità, sono capaci di attrarre un pubblico altrettanto variegato, contribuendo a consacrare l’ottima riuscita del primo giorno di festival. Destinato ad essere ancora più infiammato (e musicalmente coerente) durante la serata conclusiva.

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