Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa: Roma si racconta

Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa: Roma si racconta

E’ arrivata in questi giorni a Roma la mostra dedicata alla dinastia africana dei Severi e ai suoi imperatori che regnarono sull’Impero romano tra la fine del II e i primi decenni del III secolo, diedero un fondamentale apporto all’evoluzione storico-artistica e architettonica, a Roma e in molte parti dell’impero.

Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa: l’esposizione, che sarà aperta al pubblico fino al prossimo 21 dicembre, punta a far conoscere al più vasto pubblico possibile l’ultimo periodo dell’Impero in cui Roma fu grande, governata da imperatori che lasciarono un’eredità forte e duratura in molti campi, pur nell’avanzare del declino.

La mostra, promossa dal Parco archeologico del Colosseo con l’organizzazione e la promozione di Electa, è articolata in un percorso a tappe tra i monumenti che questa dinastia costruì o restaurò nell’area archeologica centrale, dal Colosseo al Templum Pacis e ai Fori Imperiali.

Il nucleo narrativo principale prende avvio dalla galleria del II ordine del Colosseo, dove, dopo un’introduzione alla storia della dinastia nelle sue caratteristiche, viene tracciato un quadro economico e sociale dell’epoca, profondamente plasmato dalle grandi riforme che i Severi attuarono. La narrazione poi si sofferma sull’intenso rapporto tra i Severi e Roma, con lo straordinario documento Forma Urbis. L’ultima sezione, infine, si concentra sulla produzione artistica dell’epoca, il percorso si articola nell’area del Foro romano e Palatino, tra monumenti e luoghi collegati ai Severi. Qui, presso il Tempio di Romolo, sarà esposto al pubblico per la prima volta un eccezionale ciclo statuario scoperto presso le Terme di Elagabalo, composto da ritratti e busti di marmo di pregevole qualità.

Numerosi sono i luoghi del Foro romano e del Palatino interessati dal percorso di visita: le Terme di Elagabalo, i cui resti saranno per la prima volta visibili al pubblico, il complesso del “Vicus ad Carinas” e i luoghi severiani del Palatino (la Domus Augustana, la Domus Severiana, lo Stadio), e la Vigna Barberini.
Gli interventi e le decorazioni architettoniche dell’epoca saranno raccontati in questi luoghi attraverso pannelli grafici e filmati ricostruttivi.

Alessia Tito10

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