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Una Roma in cartolina in mostra al Museo di Roma in Trastevere

Dal 1° novembre al 23 febbraio 2020 il Museo di Roma in Trastevere ospiterà la mostra “TACCUINI ROMANI. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini”, curata da Silvana Bonfili e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Per la prima volta sarà esposta nelle sale del museo una serie di 76 vedute inedite di Diego Angeli, unica testimonianza nota della produzione artistica dell’eclettico pittore vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, in dialogo per l’occasione con altrettante polaroid della fotografa Simona Filippini. L’originale accostamento tra le opere permetterà ai visitatori di confrontare due autori lontani per contesto e mezzo artistico, ma legati dalla ricerca di suggestioni e particolari atmosfere nella città capitolina. Per maggiori informazioni, qui il sito dedicato alla mostra.

Diego Angeli è stata una delle personalità più singolari della vita culturale della Roma dell’epoca. Di professione giornalista, romanziere, poeta, storico e critico, Angeli frequentava assiduamente le sale del caffè romano, in cui era apprezzato “per la signorilità dei modi, per la profondità della cultura, per la piacevolezza del conversare”, e coltivava amicizie con importanti letterati dell’epoca, come D’Annunzio, Serao, Scarfoglio e Martini. Il fondo di dipinti in mostra, realizzati a olio su carta, cartone e legno tra il 1885 e il 1936, rappresenta un ideale taccuino privato delle passeggiate nella città e nelle campagne circostanti del pittore. Nel tracciare en plein air questi “appunti in forma pittorica” dal particolare formato di una cartolina, Angeli ricerca scorci inaspettati, nascosti e predilige la rappresentazione del paesaggio naturale, abbozzando sinteticamente le architetture monumentali sullo sfondo.

Simona Filippini è fotografa free-lance dal 1989 e si occupa di programmi legati alle donne e ai nuovi cittadini. Le polaroid in esposizione provengono dal progetto fotografico RomeLOVE, inaugurato al rientro dell’autrice dal soggiorno parigino nel 1993 e il cui nome deriva dall’insegna di un hotel gestito da cittadini cinesi in Piazza Vittorio, e catturano particolari apparentemente banali, come una sedia vuota tra le colonne di uno storico palazzo, oppure persone di spalle o di profilo in movimento. In questo progetto la fotografa, attraverso l’automatismo della Polaroid, ritrae così una città in continua mutazione e dalle molteplici sfaccettature, organizzando per immagini un racconto corale quasi in punta di piedi. Scrive Chiara Capodici, la curatrice del progetto, “lavorare con la Polaroid significa provare ad afferrare lo scorrere di un fiume, fermarlo per vederlo subito emergere, a volte quasi come pura astrazione, in una visione ampia che respira avvicinando l’antico, il monumentale, il contemporaneo e i dettagli che fanno la vita quotidiana, il familiare e quanto ancora sembra sconosciuto”.