Rituel: rassegna di teatro sperimentale sul rito

Rituel: rassegna di teatro sperimentale sul rito

Tra marzo e aprile si svolgerà la rassegna di teatro sperimentale Rituel negli spazi “Recherce”, nati da un’ idea di Vittoria Faro e dall’impegno dell’associazione culturale Testacciolab, già organizzatrice di numerose iniziative artistiche e culturali in cui operatori e risorse dialogano secondo il principio fondamentale per cui ogni rappresentazione artistica deve conciliarsi con le economie necessarie a produrla.

Il programma di Reserche si articola in eventi teatrali incentrati sul tema del sacro. L’esperienza degli spettatori e degli stessi attori andrà oltre il mero dato razionale e scuoterà il recondito universo viscerale e rituale di ciascuno. Gli spettacoli saranno vere e proprie liturgie in cui si fonderanno porno, tecnologia e temi sociali.

“Con una call ricca di suggestioni più che di regole, ho chiamato artisti e compagnie che stessero affrontando la sacralità, con una particolare lettura. Le risposte sono state tante e da ogni parte di Italia, e non solo. Fra queste ne abbiamo scelte SETTE assolutamente in sintonia con i presupposti di Recherche”, dichiara la direttrice artistica Vittoria Faro.

Per citare alcune delle opere teatrali proposte si può segnalare l’evento  “JUAN DE LA CRUZ”  prodotto da LENZ FONDAZIONE , con la traduzione e la regia di Francesco Pititto. I versi del grande poeta De la Cruz diverranno movimento e troveranno nuova voce grazie all’interpretazione di Sandra Soncini, nota danzatrice e attrice la quale con ” un corpo coreografico possiede la leggerezza e la gravezza di una presenza tumultuosa anelante al divino» come scrive l’autorevole critico teatrale Giuseppe Distefano, sulle altrettanto prestigiose pagine di Artribune. “Canciones del Alma” e “Fábrica Negra” sono i titoli delle due parti del dittico teatrale di cui la Soncini è protagonista e in cui se nella prima si investiga “il sentiero obscuro” di De la Cruz sulla conoscenza sperimentale di Dio , per usare le parole di Giorgio Agamben, con l’esperienza del vuoto, del nudo e del buio, nella seconda il movimento del corpo esprime tensione e una rigorosa geometria muscolare, con l’ambizione di catturare l’inconoscibile matematica di Dio. Questa è solo una delle originali  esperienze che gli spazi Reserche offriranno nella prossima primavera a chi avrà voglia di godersi un nuovo linguaggio e metodo di rappresentazione teatrale assolutamente da non perdere.

Giulia Di Censi

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