Il CoRiS ricorda Gianni Statera con una giornata di studio

Il CoRiS ricorda Gianni Statera con una giornata di studio
      Intervista a Maurizio Bonolis

Il giorno 27 Novembre si è tenuta la giornata di studio in onore di Gianni Statera: “Questione di tempo, il presente e la classicità sociologica”.
Il dipartimento CoRiS della “Sapienza”, che ospitava l’evento e la “Fondazione Statera” celebravano insieme il ventesimo anniversario dalla morte del professore.

Ad aprire l’occasione, con i saluti, sono stati Tito Marci, rettore presso la facoltà SPSC della “Sapienza Università” di Roma e Alberto Marinelli, direttore del dipartimento CoRiS.
La giornata era interamente dedicata alla memoria di Gianni Statera (Roma, 27 novembre 1943 – Roma, 1º maggio 1999). È stato un sociologo e accademico italiano e ha pubblicato studi soprattutto per quanto riguarda il campo sociologico politico (vedi La politica spettacolo, Mondadori, 1986 e Il volto seduttivo del potere. Berlusconi, i media, il consenso, Edizioni Seam, 1994). Era d’obbligo, quindi, che l’argomento del giorno fosse proprio la sociologia, materia che Statera ha insegnato per molti anni alla “Sapienza”.

La sociologia, da definizione dell’enciclopedia Treccani, è una 《scienza che ha per oggetto i fenomeni sociali indagati nelle loro cause, manifestazioni ed effetti, nei loro rapporti reciproci e in riferimento ad altri avvenimenti》. Come recita il nome dell’evento, “Questione di tempo”, il tempo era il tema cardine del discorso. Il tempo e il suo rapporto con l’analisi sociologica. A partire da tale premessa si sono dipanati gli interventi di Maurizio Bonolis, professore di Ricerca Sociale e Metodologia Sociologica alla “Sapienza” e di Fabrizio Fornari, professore di Sociologia all’università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti Pescara.

Il professor Bonolis, nel suo contributo, si è incentrato principalmente sul rapporto tra tempo e mente, le loro affinità e divergenze. Il professore ha mostrato un confronto tra un quadro di Courbet e uno di Picasso. Entrambi rappresentavano delle ragazze sdraiate sulla riva della Senna, ma nessuno avrebbe potuto riconoscere nel groviglio di Picasso la nitida immagine femminile espressa dall’impressionista francese. Le opere d’arte sono state prese come esempio per illustrare il potere disvelatore del tempo, che è anche il suo ruolo fondamentale nel rapporto con la società.

Il professor Fornari, invece, si è concentrato di più sul tema dell’etica. Come il professor Bonolis parlava di mente, il professor Fornari ha parlato di ragione, in rapporto all’etica e alla morale. Il rigore della ragione è esaltato nella possibilità della ricerca scientifica. Il pensiero della scienza deve essere razionale e la missione dello scienziato è la scelta della ragione. Ma chi è lo scienziato? Il sociologo deve essere scienziato e la sociologia deve essere scienza. Fornari dice che questo è proprio il lascito di Statera: la volontà di richiamare la sociologia ad un discorso scientifico.

Ha voluto riservarsi un breve saluto finale la moglie di Statera, Alda D’Eusanio, che ha ricordato il marito come uomo e intellettuale. Tutti i partecipanti alla giornata hanno tenuto a precisare l’importanza scientifica dell’evento e del suo annuale ricorrere.

Nonostante fosse evidente già dai primi interventi la commozione per il ricordo dello studioso romano e la stima a lui rivolta da parte di tutti i presenti ( il direttore del CoRiS, Marinelli, si è detto onorato di ricoprire un incarico prima assegnato a Gianni e intenzionato a dedicare a quest’ultimo l’aula magna della facoltà), la giornata non è stata impostata e sviluppata soltanto come una commemorazione di Statera, ma piuttosto come una vera e propria giornata di studio. Il focus dell’incontro erano le lezioni dei due professori di sociologia e come ha ribadito Bonolis nell’intervista rilasciataci, riaggiornarsi anno per anno sulle novità scientifiche sociologiche.

Così l’intera giornata finisce davvero per concludersi nella commemorazione dell’interessato, ma non sotto la forma di un compianto fine a se stesso, bensì con la promessa di portare avanti la sua eredità ed in particolare la sua eredità scientifica, continuando una ricerca di cui anche questo evento simbolo né è espressione!

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