Presentazione del “Libro Bianco Media e Minori 2.0”

Presentazione del “Libro Bianco Media e Minori 2.0”
      Intervista a Mirzia Bianca
      Intervista a Giulio Votano
      Intervista ad Angela Nava Mambretti
      Intervista ad Antonio Martusciello
      Intervista a Mario Morcellini
      Intervista a Laura Bononcini

Martedì 16 Gennaio, presso la Sala della Regina alla Camera dei Deputati, si è svolta la del “Libro Bianco Media e Minori 2.0”. Si tratta di un rapporto dell’Agcom su quanto e come i minori utilizzano i media, dalla televisione a internet. Il suo scopo è fotografare la situazione attuale e mettere in prospettiva i dati ottenuti.

Il Presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, ha aperto la presentazione – presieduta dal Commissario Agcom Antonio Martusciello – proprio richiamando il confronto necessario fra i dati del 2017 e quelli del primo Libro Bianco dell’Agcom, datato 2013.

Come ha illustrato l’Avvocato Giulio Votano – Coordinatore della ricerca Agcom – il primo risultato che balza agli occhi è che la quasi totalità dei minori guarda ancora molta televisione. Per numero di ore, siamo su livelli paragonabili a quelli di 5 anni fa, quando internet non era pervasivo come oggi. È cambiato il metodo di fruizione. Oltre al classico televisore, si utilizzano altri devices per guardare i programmi tv. Mentre il commento in tempo reale inizia ad essere abitudine diffusa anche tra gli adolescenti delle fasce di età più alte.

Il secondo dato è che i genitori sembrano avere una conoscenza approssimativa della dieta mediatica dei propri figli. Ad esempio, pensano che la fascia protetta (quella pomeridiana) sia la più frequentata dai piccoli che guardano la tv. Invece, dai dati emerge che i bambini preferiscono l’access time (tardo pomeriggio) e la prima serata.

Un altro dato significativo è che i genitori hanno aumentato la consapevolezza dei rischi legati alla fruizione dei media (soprattutto dei nuovi media) da parte dei bambini. Il problema, però, è che spesso finiscono per mettere in pratica gli stessi comportamenti che vorrebbero limitare ai propri figli. Parliamo della pubblicazione o scambio di immagini, dei dati immessi in Rete con leggerezza o altri comportamenti – eticamente e tecnicamente delicati – come la pirateria.

La prevenzione di comportamenti dannosi è stata al centro degli interventi di Angela Nava Mambretti (Presidente CNU – Consiglio Nazionale degli Utenti), Ernesto Caffo (Presidente Telefono Azzurro) e Carlo Solimene (Primo Dirigente Polizia Postale e delle Comunicazioni). Tutti hanno messo in risalto i progressi fatti e il lavoro quotidiano dei vari soggetti interessati. Ma hanno anche riconosciuto la complessità del panorama attuale, la velocità con cui le condizioni cambiano e i rischi per i minori aumentati molto con i new media. Per affrontare queste criticità, è necessario lavorare a regole più puntuali, sulla prevenzione e su un coordinamento forte che al momento manca.

Francesco Angelo Siddi (Presidente Confindustria RadioTv) si è soffermato sulla pirateria. Oltre ad essere una pratica moralmente inaccettabile e dannosa per le industrie mediali, secondo Siddi apre a tutta una serie di pericoli per i minori legati ai canali utilizzati dai pirati online, di fatto senza regole.

Laura Bononcini (Responsabile relazioni istituzionali Facebook per l’Italia) ha illustrato il lavoro fatto da una multinazionale del web come Facebook in termini di protezione dei minori. Il gigante fondato da Mark Zuckerberg ha introdotto una serie di filtri, divieti, strumenti di segnalazione e di controllo (sia umani che informatici) per arginare i problemi legati all’utilizzo della loro piattaforma da parte dei minori. A detta della stessa Bononcini, i risultati sono più che soddisfacenti, ma ancora da migliorare.

Le ha risposto in maniera indiretta la Giurista Mirzia Bianca (specializzata in Diritto dei minori). Secondo lei, i dispositivi giuridici che regolano il rapporto media-minori sono migliorati, ma necessitano di integrazioni. La difficoltà sta nel concepire norme adatte alle caratteristiche peculiari di internet. Alcune di quelle esistenti sono potenzialmente neutralizzabili senza grossi sforzi. Tra gli esempi più conosciuti c’è il limite di età (13 anni) per potersi iscrivere a Facebook: aggirarlo è ancora troppo facile. A tale proposito, Antonio Martusciello – Commissario Agcom – ha parlato apertamente di “far web” e dell’urgenza di approvare leggi che regolamentino in maniera energica ciò che accade su internet.

Mario Morcellini (Commissario Agcom) e Marisa Malagoli Togliatti (Psicologa dell’età evolutiva) hanno chiuso i lavori concentrandosi sui temi psico-comportamentali relativi all’utilizzo di internet da parte dei minori. Mario Morcellini ha detto che anche per i bambini internet è un’enorme opportunità. Ma è necessaria una scrupolosa attenzione dei genitori nell’educazione all’utilizzo degli strumenti digitali. La precocità dell’esposizione, la quantità di stimoli che i piccoli ricevono e la disintermediazione insita nei new media non sono neutri. Se non vengono governati, questi aspetti possono portare a gravi alterazioni dei processi di sviluppo e apprendimento. Farlo è un dovere di tutti, comprese le grandi aziende che controllano internet.

Alessandro De Benedictis e Alessandro Fersini

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