Politica e consenso, quanto hanno influito i social sulle elezioni europee?

Politica e consenso, quanto hanno influito i social sulle elezioni europee?

Si è tenuto lunedì 24 giugno, presso la Sala delle Lauree di Scienze Politiche, il convegno intitolato “SOCIAL NETWORK, FORMAZIONE DEL CONSENSO E ISTITUZIONI POLITICHE: quanto hanno influito i social sulle elezioni europee?”

Tra i tanti presenti spicca la figura del Prof. Morcellini il quale, dopo aver speso parole di ricordo e cordoglio verso il ragazzo venuto a mancare durante una festa nell’Ateneo, ha iniziato il dibattito parlando dell’apatica politica giovanile della nostra epoca. Apatia provocata dalla rete, il servizio pubblico è stato infatti sconfitto da internet e dai social. Il digitale è ormai parte integrante della nostra quotidianità, la rete schiera uno contro l’altro i suoi soggetti mettendoli alla pari.  Tra i dati presi in analisi ci sono quelli relativi alle differenze tra i due voti del 4 marzo e del 26 maggio: <<nonostante la breve differenza di tempo le differenze sono notevoli>> precisa il Professore. Il dato che balza all’attenzione è infatti la ripresa del PD e l’evidente impegno che i giovani hanno messo in queste ultime elezioni del 26 maggio per il parlamento europeo. Sempre in tema di elezioni e di campagna elettorale ha destato curiosità il comportamento dei media che hanno fatto anticipazione cognitiva come se fossero dei sondaggisti attenti alle future proiezioni di voto. Per quanto riguarda la specificità della situazione italiana, per la prima volta l’eurobarometro ha segnato un’affinità con i paesi dell’est europeo in materia di immigrazione. Aspetti che fanno dunque emergere una stretta relazione tra digitale e populismo.

Concluso l’intervento di Morcellini, la Dott.ssa Licia Califano è entrata ancora più nello specifico del tema tirando in ballo le società che gestiscono i grandi social network. <<Ci troviamo difronte a una nuova forma di sovranità e bisogna risolvere il problema della definizione dei limiti>>; queste le sue parole in apertura del suo intervento. Ormai si parla di potere digitale, di Big Data, internet delle cose, IA (intelligenza artificiale), tutti processi che inficiano con quella che è l’automazione nei processi produttivi e comunicativi. Tutto ciò crea la massificazione delle opinioni e dei gusti di ognuno di noi, questo si riflette anche nelle campagne elettorali. C’è una profilazione, si inviano messaggi mirati per sostenere e portare voti a un determinato partito piuttosto che a un altro.

Aspetti di strettissima attualità che lasciano riflettere e che aprono parecchi scenari sui prossimi eventi politici e non, i quali con l’avvento del digitale, possono cambiare i propri confini nel giro di pochi mesi.

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