Penultima serata di Classica al Tramonto, progetto realizzato da Istituzione Universitaria dei Concerti e Orto Botanico della Sapienza

Penultima serata di Classica al Tramonto, progetto realizzato da Istituzione Universitaria dei Concerti e Orto Botanico della Sapienza

Al tramonto della giornata di venerdì 23 luglio si è svolta in un luogo suggestivo – tra le diversità floreali e faunistiche – la penultima serata della 4ᵃ edizione di Classica al Tramonto.

Il progetto portato avanti quest’anno dalla IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) – in collaborazione con l’Orto Botanico di Roma dell’Università di Roma La Sapienza – prende il nome di Sintesi, che nasce con la volontà di voler abbinare un’opera artistica musicale a una specie di pianta situata proprio all’interno dell’Orto. Associazioni differenti – alcune immediate altre un po’ meno – con le quali si vuole esaltare e valorizzare non solo il gusto estetico ma anche generare sentimenti e profonde emozioni. Come d’abitudine nei progetti portati avanti dalla IUC, ad essere coinvolti sono gli studenti universitari che in questo caso diventano i veri curatori del progetto:  Giacomo Gentile, Marco della Rocca e Leonardo Frosi, tre studenti legati dalla passione per la musica ma dalla formazione differente.

Ad essere protagonista in prima serata è stato il pianista Francesco Prode – attuale docente al Conservatorio S. Cecilia di Roma per il Mater di II livello in Interpretazione della musica contemporanea –che ha deliziato le orecchie del pubblico eseguendo i componimenti di Claude Debussy, Luigi Nono e Ludwing van Beethoven.

Innovativa è l’esecuzione di “sofferte onde serene” di Luigi Nono: un componimento eseguito in parte da pianoforte e in parte da nastro meccanico. Una tecnica rivoluzionaria e sperimentale che fece il suo esordio nell’Ottocento – in cui ebbe maggior diffusione – ma che nei successivi secoli ebbe poco appiglio tra le corti e i musicisti. In questa serata, però, ritorna ad essere protagonista grazie alla personale interpretazione di Francesco Prode, da cui i suoni melodici del piano si armonizzano e si intrecciano con il nastro meccanico: brano eseguito dal maestro Maurizio Pollini. Un’interpretazione davvero unica – eseguita per la prima volta dal pianista alla Biennale Musicale di Venezia nel 2014 – grazie alla quale lo stesso Prode è stato nominato dalla critica nazionale e internazionale «simbolo della nuova musica».

In seconda serata, invece, un secondo concerto viene eseguito in collaborazione con Avos Project – Scuola Intenazionale di Musica – che vede come protagonisti il pianista Andrea Di Marzio; le violiniste Sofia Bandini, Francesca Vanoncini, Maddalena Fogacci Celi e Elisabetta Paolini; le violiste Carlotta Libonati e Camila Sanchez e la violoncellista Lara Biancalana. Un’armonia tra archi e pianoforte che si evolve nei componimenti di Antonin Dvroràk e Robert Schumann.

Tra suoni, armonie e silenzi, a prendere la parola, invece, in questa serata è Giovanni D’Alò – direttore artistico di IUC – che illustra nel dettaglio tutti i progetti dell’Istituzione Universitaria dei Concerti, le strategie attuate per sopperire alle restrizioni durante il peridio pandemico e il rapporto tra l’Istituzione e gli studenti Sapienza.

      Intervista a Giovanni D'Alò

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