Park Eun Sun: l’Italia e la Corea si intrecciano ai Mercati di Traiano

Park Eun Sun: l’Italia e la Corea si intrecciano ai Mercati di Traiano
Dal 27 settembre al 30 novembre ha luogo presso i Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali la mostra “Park Eun Sun. Innesti e Connessioni. Inserts and connections” per celebrare il centotrentesimo anniversario delle relazioni bilaterali tra Italia e Corea del Sud, instaurate con il trattato di amicizia, commercio e navigazione firmato nel 1884 tra il Regno di Joseon e il Regno d’Italia.
La mostra, curata da Gabriele Simongini, saggista e storico dell’arte, espone tredici sculture dell’artista Park Eun Sun, scultore fra i più noti in Corea, che da ventidue anni vive in Italia. Le sue opere sono state, nell’ultimo decennio, esposte in numerose mostre personali; tra le più celebri vi sono quella all’Università di Zurigo nel 2006, al Museo Marino Marini di Firenze nel 2009, alla Fondazione Villa Bertelli di Forte dei Marmi nel 2012, al Parco “La comune de Hesperange” a Hesperange in Lussemburgo nel 2013, nell’intero centro cittadino di Lugano nel 2013 e quelle alla Galleria Lacke & Farben di Berlino e al Museo Municipale di La Baule in Francia, entrambe avvenute nel 2014. Le sue sculture sono, inoltre, presenti in prestigiosi collezioni quali quelle del National Museum of Modern Art di Seul e del Seul Metropolitan Museum of Art, oltre che nelle collezioni di grandi aziende come, ad esempio, la Samsung.
Per celebrare quest’importante anniversario, nelle opere esposte ai Mercati di Traiano Park Eun Sun non ha voluto solamente far incontrare l’arte orientale e quella occidentale, ma le ha intrecciate dando luogo a un dialogo forte e ricco di movimento. Marmo bianco e grigio, granito rosso e nero, cubi e sfere si alternano organicamente creando innesti innovativi e generando nuovi sincretismi artistici. D’altro canto, come afferma Gabriele Simongini, “nella mostra di Park, oriente ed occidente, tradizione coreana e civiltà italiana non instaurano semplicemente un dialogo effimero ma si vengono incontro reciprocamente, intrecciandosi ed ibridandosi con la creazione di un nuovo organismo culturale che non è più locale nè globalizzato, e neppure glocal, costituendo invece un nuovo, possibile e paritario modello di innesto fra civiltà diverse“.
Esplicativo di questo confronto-dialogo tra oriente e occidente che l’artista mette in scena è l’opera “Accrescimento – colonna infinita III“. Alta ben sette metri è, senza dubbio, la scultura più imponente della mostra, ma la sua rilevanza non è dovuta tanto alle sue dimensioni quanto piuttosto all’intreccio di tradizioni differenti che la generano. Passando dalle antiche torri di pietra coreane dei templi buddisti per arrivare all’eredita di Costantin Brancusi, senza dimenticare l’architettura romana e romantica, essa dà vita a un’ibridazione voluta e consapevole delle tradizioni artistiche che si sono espresse sul motivo della colonna e la sua presenza nella location dei Mercati di Traiano genera un cosciente e ponderato cortocircuito tra l’arte di Park e i resti di quella romana.
La conflittualità che un tale confronto potrebbe generare è, però, evitato dall’artista coreano. Delle tredici sculture di grandi dimensioni che fanno parte della mostra, infatti, ve ne sono alcune appositamente ideate e realizzate per l’occasione, site-specific. Questa decisione è stata dovuta all’intenzione di Park Eun Sun di non entrare in contrasto con la location all’interno della quale le sue opere sono esposte, ma di sfruttarla potenziandone l’atmosfera suggestiva. Ha dichiarato infatti: “le mie sculture si devono inserire con rispetto in questo maestoso contesto, assecondando e sottolineando la bellezza dei suoi ritmi spaziali ed architettonici, di volta in volta espansi con un andamento orizzontale o verticale. La mia è come un’offerta devota a questo magnifico e potentissimo scenario”.
“Park Eun Sun. Innesti e Connessioni. Inserts and connections” vuole perciò essere una mostra che, tanto nella sua ideazione quanto nella sua attuazione, generi, tramite il fertile incontro di due culture antichissime e assai differenti, un innesto contemporaneo in grado di perpetuare il rispetto per l’arte antica introducendovi, però, anche un’innovazione.
La mostra è stata promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia ed è stata realizzata dallo Studio Copernico di Milano , con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Elga Casciano
(*immagine di Ned Trifle)
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