Omnia Flumina Romam Ducunt: la mostra sonora di Alvin Curran alle Terme di Caracalla

Omnia Flumina Romam Ducunt: la mostra sonora di Alvin Curran alle Terme di Caracalla

Da oggi fino al 13 gennaio 2019, le Terme di Caracalla si animeranno grazie all’installazione del compositore Alvin Curran, Omnia Flumina Romam Ducunt, una mostra che non si vede, ma si ascolta, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma con Electa, e curata da RAM radioartemobile.

Ispirandosi ai rumori che animavano il grande spazio delle Terme nel III secolo, Curran ha realizzato una architettura ad hoc, composta da diversi tipi di sonorità: degli animali, della natura inanimata, della voce umana, della contemporaneità.

L’ambiente del Frigidarium diventerà così ascoltabile: leoni, lupi, cavalli; usignoli, merli e aquile; oppure il rumore dei corsi d’acqua e del mondo conosciuto allora, e ancora frammenti di testi di poeti e architetti dell’epoca. Questo il corredo che Curran ha sapientemente mescolato, aggiungendo però alcune suggestioni più contemporanee. Saranno presenti per esempio registrazioni di molti anni fa del Ponte di Brooklyn, quando la sua pavimentazione era ancora una griglia di metallo e al passaggio dei veicoli risuonava sinfonicamente, e poi l’elettronica di sintesi, gli oggetti metallici, i tamburi, le percussioni e, infine, un frammento di voce di Demetrio Stratos, il celebre cantante del gruppo musicale degli Area.

L’idea di Curran è una architettura composta da segni sonori, in grado di spingere il visitatore a inventare la propria narrazione delle Terme di Caracalla. Un tuffo nel passato per sentire il presente e il futuro, attraverso suoni che arrivano da ogni parte del mondo e giungono all’ascoltatore da ogni direzione. Cioè da oltre 20 altoparlanti, pressoché invisibili, posizionati dai punti più alti delle Terme fino ai pozzi di drenaggio, funzionali a creare un nuovo, immaginario disegno nello spazio del Frigidarium.

“La composizione musicale di puro disegno spaziale e di immaginazione poetica – spiega l’artista – è un’opera minima di arte sonora elettronica. L’architettura delle Terme è come una grande tela che accoglie pennellate di suono. Una tela che ad ogni ciclo e motivo degli elementi sonori apparirà nuova ed originale”.

Alessia Tito

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