“Museo città aperta: un museo diffuso, un museo in movimento”, la conferenza a Villa Giulia

“Museo città aperta: un museo diffuso, un museo in movimento”, la conferenza a Villa Giulia

Il ciclo di incontri Storie di persone e di musei prosegue giovedì 14 dicembre 2017 con la conferenza dedicata al Museo dell’Accademia Etrusca della Città di Cortona, presentato dall’assessore alla cultura Albano Ricci. L’evento si svolgerà alle 17:30 presso la Sala Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Il Museo dell’Accademia Etrusco si è costituito nel 1727, quando l’abate Onofrio Baldelli ha donato la sua collezione a la sua biblioteca alla nascente Accademia Etrusca, creata dai fratelli Venuti a da alcuni giovani nobili cortonesi, e si è arricchita nel tempo, specie nel XVIII secolo, con reperti archeologici ritrovati nel territorio cortonese o donati dai soci e di oggetti di arte e di artigianato di diverse epoche storiche.

Il museo è diviso in due sezioni dedicate l’una all’Accademia Etrusca e  l’altra alla Città etrusca e romana di Cortona. La prima sezione raccoglie dei simboli della cultura cortonese, come il lampadario etrusco in bronzo, la cosiddetta Musa Polimnia, il gruppo di ceramiche, bronzi etruschi e romani, la collezione Corbelli risalente alla civiltà egizia, oltre a elementi più recenti come le opere del pittore cortonese Gino Severini, uno dei fondatori del futurismi, e la grande raccolta di oggetti di arte ed arredamento della famiglia Tommaso Baldelli. La sezione più moderna del Museo, quella della Città etrusca e romana di Cortona, mostra brevemente la paleontologia della zona e si concentra sui i preziosi reperti delle trombe etrusche rinvenuti nel circondario della città, i “meloni” del Sodo e di Camucia, la tabula bronzea con una delle più lunghe epigrafi note in lingue etrusca, testimonianza del grande sviluppo ellenistico della città e, infine, le grande villa rinvenuta nella zona di Ossaia, risalente alla fase romana, e la vasta rete di strade e collegamenti tra i maggiori centri antichi.

La conferenza che si terrà a Villa Giulia rientra nel più vasto ciclo di incontri intitolato “Storie di persone e di musei” , che persegue lo spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell’eredità culturale per la società e si ispira al  “decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane” di Orhan Pamuk, finalizzato ad evidenziare le realtà culturali locali di cui il Museo di Villa Giulia è sempre stato interprete. L’iniziativa rientra nella programmazione dell’Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell’International Council of Museum (ICOM) sezione italiana. Lo scopo dell’iniziativa  è quello di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico delle regioni del Lazio, dell’Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione dalla prospettiva delle “persone”, intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, per focalizzare l’attenzione sull’immaterialità della nostra cultura e sulle persone che vogliono identificarsi in tali valori immateriali.

La partecipazione all’iniziativa così come l’ingresso al Museo per i partecipanti alle conferenze saranno eccezionalmente gratuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il prossimo appuntamento del ciclo avrà luogo giovedì 21 dicembre e sarà dedicato al Museo Archeologico Virtuale di Narce (MAVNA) di Mazzano Romano.

Grazia Caputo

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