Moneta alternativa: il nuovo trend del business

Moneta alternativa: il nuovo trend del business

Capita ormai sempre  più spesso di sentir parlare dell’utilizzo della moneta alternativa: ne scrivono i giornali e ne parla la televisione. A quanto pare chi  ha già avuto la possibilità di ricorrere a questa nuova modalità di pagamento, la quale inizialmente può sembrare abbastanza ostica, non sembra più voler tornare indietro; scopriamo il perché.

Cos’è. Stando ai dati rilevati sarebbe in costante aumento il numero di coloro che ricorrono, per pagamenti di varia natura, all’ormai sempre più diffusa moneta alternativa. Questa, nota anche come moneta complementare, può essere rappresentata da una qualsiasi forma di moneta o di titolo di credito che permetta lo scambio di beni tra i membri di una comunità. Si tratta dunque di una moneta parallela a quelli che sono i circuiti monetari ufficiali, nata sulla basa dei principi di equità e solidarietà che in passato hanno ispirato il baratto, ed è caratterizzata da una diffusione prettamente locale.

Come nasce. Questo tipo di pagamento è ormai utilizzato da diversi anni in altrettante diverse parti del mondo;  possiamo infatti citare Il Wir, utilizzato in Svizzera e Germania, le Ithaca Hours della cittadina statunitense di Ithaca o ancora il Lets, di cui fanno uso inglesi e australiani. Prendendo in considerazione invece il contesto italiano notiamo come il fenomeno sia nato con l’instaurazione della moneta Sardex, fondo di microcredito online apparso in Sardegna per l’appunto. Questa iniziativa ha riscosso grande successo e ha visto gradualmente aumentare il numero di coloro che hanno deciso di aderire al progetto. Sulla base di questa prima esperienza sono andate quindi sviluppandosi ulteriori monete alternative, tra le quali decidiamo qui di citare Tibex, utilizzata nella capitale.

Come funziona davvero. In ogni caso potrebbe ancora non essere chiaro il funzionamento di questa nuova moneta digitale, quindi facciamo chiarezza.  A tal fine partiamo dal motivo che spinge alla creazione di questo particolare tipo di “liquidità”: contrastare la crisi economica e favorire, come già detto in precedenza, le imprese locali. La moneta complementare permetterebbe infatti di poter fare acquisti scontati, e quel 20/30% verrebbe poi restituito al commerciante in buoni sconto (in termini di moneta virtuale per l’appunto), con cui questo potrà acquistare altrove. Dunque, affinché questo metodo funzioni, condizione necessaria sembra essere  l’adesione di molti al progetto in questione.

In ogni caso sono in tanti a sembrare ancora scettici nei confronti di questa nuova usanza, la quale risulta comunque fruttare molto bene. E potremmo azzardare che frutta talmente bene da attirare l’attenzione della Raggi, la quale ha manifestato qualche tempo fa il desiderio di poterne ampliare l’impiego, salvo rendersi poi conto che forse sarebbe una mossa ancora troppo azzardata.

Marika Catalani

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