Modulo BEJOUR: l’Europa oltre i muri

Modulo BEJOUR: l’Europa oltre i muri

Venerdì 24 febbraio si è svolto al Coris il seminario “L’Europa oltre i muri”, incontro dedicato al mondo della politica europea e della crisi migratoria del Mediterraneo.

A dare inizio al seminario sono state le parole della professoressa Maria Romana Allegri, che spiega la motivazione del modulo con la “necessità di comunicare l’Europa meglio e di più” e l’importanza di farlo iniziando dal basso, dagli studenti di comunicazione; Christian Ruggiero racconta poi il successo del modulo BEJOUR. Il moderatore del seminario Giampiero Gramaglia, Consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali, ha illustrato alcune cifre tratte dalla OMS sui migrati che non sono arrivati oltremare: circa 10 al giorno, un tasso del 300% maggiore che quello dell’anno scorso, dimostrando come il 2017 non mostri ancora segni di miglioramento della situazione.

Il primo a intervenire è Marc Arno Hartwig, leader di Migration Support Team Italia, basato a Bruxelles per il suo lavoro nella Commissione Europea. Definisce la migrazione come la “lotta per migliorare la propria vita” rifiutandosi di parlare della situazione attuale come una “crisi” o una “emergenza”, perché la migrazione è un fenomeno che accade dall’inizio della storia dell’uomo. Spiega come è stato solo nel 2015 con l’agenda UE sulla migrazione che i leader europei si sono resi conto di dover affrontare il fenomeno come collettivo e che non sono i singoli paesi a incaricarsi degli migrati che arrivano, come stipulato precedentemente nel regolamento di Dublino. Anche se si è arrivati ad un accordo con l’agenda, Hartwig spiega come ancora ci sia bisogno di maggior supporto da parte dei leader. Per il momento la strategia più attendibile di collaborazione tra l’Italia e l’UE sono gli hotspot, o centri di arrivo e accoglienza migranti, situati sulle coste italiane. Ogni hotspot ha capacità per sole 1600 persone e ne arrivano centinaia ogni giorno.

Si continua con gli interventi del Segretario Generale del Club di Venezia Vincenzo Le Voci e di Tommasso Della Longa, Portavoce della Croce Rossa Italiana, che hanno sottolineato il potere dei media e la grande responsabilità dei giornalisti e dei cittadini per affrontare l’arrivo di nuove persone in Europa e formare una risposta di comprensione a un livello sociale. Si sono visti molti casi dove le persone che non capiscono cosa sta succedendo per non essere abbastanza informate rifiutano i migrati e si presentano negativamente nei loro confronti. Questo è dovuto anche all’approccio dato al coverage delle storie da parte dei mezzi di comunicazione. Della Longa racconta come è rimasto meravigliato in Serbia quando vedeva i civili aiutare ai migranti senza aspettare che nessuno glielo dicesse, mostrando solidarietà verso l’altro, quella che oggi non vediamo. Si fa un richiamo alla responsabilità etica e morale dei comunicatori e della società civile.

Chiude il modulo del giorno il direttore della rivista “Libertà Civili” Giuseppe Sangiorgio dicendo che “la sorte dell’UE si gioca sul tavolo delle migrazioni, e viceversa” e che dobbiamo leggere i problemi dagli occhi dal migrato e della sua posizione sociale, evidenziando che non tutti vengono tentando fortuna in una barca, ma che tanti volano addirittura con Alitalia, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Sangiorgio ha inoltre auspicato un’integrazione graduale dei migranti anziché l’invio di tutti in gruppi grandi che potrebbero in certo modo spaventare le persone.

Maria Victoria La Terza

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