‘Le Università per la legalità’: il grido degli studenti contro la criminalità

‘Le Università per la legalità’: il grido degli studenti contro la criminalità

Giovedì 26 aprile, presso l’Aula Magna del Rettorato alla Sapienza, si è svolto l’incontro ‘Le Università per la legalità’ in corrispondenza dell’anniversario delle stragi mafiose di Capaci e Via D’Amelio in cui persero la vita i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. L’evento è stata una grande occasione non solo per ascoltare il punto di vista di molti esperti sul tema della legalità, ma anche per conoscere i progetti di alcuni gruppi di studenti inerenti alla criminalità organizzata.

      L'intervista di Maria Falcone

Ad aprire l’appuntamento è stato il Presidente della Fondazione Roma Sapienza Antonello Folco Biagini, che ha voluto salutare le autorità, i colleghi e tutti gli studenti presenti in sala. E’ stato poi il turno del Magnifico Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, che ha espresso il suo pieno appoggio al progetto, ribadendo l’importanza “dell’agire insieme per i valori della democrazia e della legalità”. Dopo una riflessione rivolta agli imprenditori italiani vittime della criminalità organizzata, Gaudio si è rivolto a tutti gli studenti presenti affinché l’evento organizzato trovi un riscontro importante, per poi concludere ringraziando in modo implicito i giudici Falcone e Borsellino per aver creduto nella legalità e per la loro preziosa testimonianza in merito. Non meno importante è stato l’intervento del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, che ha posto la sua attenzione sull’evoluzione positiva della legislazione italiana sul tema: dalla Legge del 1986 sul sequestro dei bene ai mafiosi, passando per quella del 1992 inerente alla confisca allargata anche nei processi, fino al Codice delle leggi Antimafia realizzato nel 2011. Durante l’evento però non si è parlato solo di legislazione e legalità, ribadita sullo schermo anche da Maurizio Costanzo, ma si è cercato di far capire anche l’importanza della formazione e dell’educazione degli studenti per riuscire a “mantenere il dibattito e contrastare le mafie”, tematica su cui si è voluto soffermare durante il suo breve discorso anche il Rappresentante degli studenti Sapienza Antonio Lodise.

      L'intervista di Eugenio Gaudio

Parte centrale dell’evento è stata la presentazione dei progetti dei vari Atenei italiani riguardanti le diverse forme di criminalità organizzata: c’è chi punta all’organizzazione di una serie di convegni per dare la giusta dose di conoscenza sul tema ai ragazzi più giovani(Università di Perugia, Bari e Tor Vergata), chi concentra il progetto sull’integrazione culturale parlando di diritto come forma integrativa per eccellenza(Lumsa), chi pone l’attenzione sul tema della prostituzione attraverso una mostra fotografica(Università di Brescia), chi infine punta a sottolineare i temi di responsabilità, informazione e istruzione(La Sapienza). Tutti con un solo ed unico obiettivo: dare la giusta consapevolezza alle giovani generazioni. Minimo comune denominatore della parte finale dell’incontro sono stati i temi della memoria e della compattezza, sottolineati sia dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci che da Maria Falcone, Presidente della Fondazione che porta il suo cognome. E’ stata proprio lei a chiudere l’evento con un discorso molto toccante, in cui ha ricordato la determinazione nella lotta alla mafia di suo fratello Giovanni, che le ha dato la spinta necessaria per andare nelle scuole e diffondere la parola tra i ragazzi. Prima di lasciare il palco, la professoressa ha voluto ringraziare tutti i giovani, a cui ha formalmente ‘passato la palla’, per poi nominare l’Università di Genova come prossima sede dell’evento organizzato dalla sua Fondazione.

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Bilancio dunque positivo per questo evento giunto ormai alla seconda edizione, che la Sapienza ha voluto ospitare per ribadire un messaggio forte ai suoi studenti: solo acquisendo la giusto consapevolezza e rimanendo compatti è possibile combattere la criminalità in tutte le sue forme, in fondo basta solo un po’ di coraggio. 

Articolo di Andrea Celesti

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