Le quattro responsabilità del giornalista per Vito Tenore

Le quattro responsabilità del giornalista per Vito Tenore
      Intervista a Vito Tenore
      Intervista a Francesco Giorgino

Lunedì 7 maggio, presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), in occasione della presentazione del volume “Il giornalista e le sue quattro responsabilità”, a cura di Vito Tenore, si è svolto l’incontro “Diritto di cronaca dei giornalisti e diritto di cronaca dei pubblici dipendenti tra libertà di pensiero, etica e responsabilità: meglio riflettere prima di parlare (male)”.

Attraverso il lavoro di Tenore – edito da Giuffrè e scritto con i contributi di Luigi Carbone, Francesco Centofanti, Mihaela Gavrila e Laura Scalia – il convegno ha voluto evidenziare l’importante funzione sociale del giornalista che si lega a doppio filo col diritto, sia dal punto di vista delle norme deontologiche, sia rispetto ai principi costituzionalmente sanciti, in particolare nell’articolo 21.

La fittissima giornata ha avuto inizio con i saluti da parte di tre importanti personalità dei settori coinvolti. In primis ha fatto i cosiddetti “onori di casa” il presidente della SNA Stefano Battini, che ha constatato come oggigiorno il tema dell’informazione riguarda tutti, anche i dirigenti dell’amministrazione: infatti in questo ambito la comunicazione sta diventando sempre più importante.

Dopo il presidente della SNA è toccato al direttore di Rai News 24, Antonio Luca Di Bella, che ha lodato il libro di Tenore affermando che le quattro responsabilità del giornalista (disciplinare, civile, penale e amministrativo-contabile) sono la salvezza del giornalismo. Invece oggi su internet non sono presenti, ed è necessario quanto prima una regolamentazione ad hoc. Tuttavia, per Di Bella sono ancora auspicabili passi in avanti in tutta la legislazione sul tema.

La terza e ultima introduzione è stata quella di Francesco Castiello, senatore, già magistrato Tar e già docente SSPA (Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, oggi SNA). Partendo dai preoccupanti dati sul calo delle tirature dei giornali negli ultimi quattro anni (il 24%), ha fatto un focus sull’insostituibilità della stampa, che ha una fondamentale funzione sociale, propedeutica alla partecipazione dei cittadini per determinare la politica nazionale, secondo l’Articolo 49 della nostra Costituzione.

Successivamente è iniziata la parte dedicata agli interventi dei relatori, che ha visto Tenore come moderatore. Il curatore del volume, consigliere della Corte dei Conti e docente SNA, ha introdotto i lavori spiegando che, non essendo un giornalista di professione, ha pensato ad un’opera del genere spinto da una grande curiosità e dal fascino per la ricerca della verità, caratteristica fondamentale anche del suo lavoro di magistrato.


Tenore ha dato subito la parola a Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti e autore della presentazione del libro. Il suo intervento è stato incentrato sulla funzione del giornalista tra libertà di pensiero e regole deontologiche. Partendo da una metafora che vede i giornalisti come “postini del pacco di conoscenze da recapitare al cittadino”, afferma che la funzione principale dev’essere quella del far vivere la democrazia, ed in questo senso la libertà di stampa è l’ossigeno. Il libro per Verna è “un punto di riferimento da tenere sulla scrivania”,  avendo un occhio di riguardo proprio nei confronti del cittadino.

A seguire è intervenuto Francesco Giorgino, giornalista e conduttore del Tg1 nonché docente presso le Università “La Sapienza” e “LUISS Guido Carli”. Ha parlato della responsabilità sociale del giornalista, vista come madre delle quattro esplicitate nel libro. In questo si collega l’etica per gli addetti ai lavori, che consiste nel riflettere sulla mediazione rispettando il pubblico. Per Giorgino infatti, il pericolo della distorsione della realtà, sia volontaria che involontaria, è sempre dietro l’angolo. Un altro problema odierno è la separazione di due termini – informazione e giornalismo – che fino a pochi anni fa erano sinonimi: ciò ha creato un’informazione senza giornalismo e viceversa, causa della perdita della centralità del giornalista professionista. Gli ultimi due punti chiave dell’intervento riguardano il difficile equilibrio da trovare tra il valore dell’importanza e dell’interesse pubblico e l’elemento imprescindibile della competenza, matrice di trasparenza, velocità e chiarezza nella comunicazione.

 

Nella parte centrale, spazio anche al lato giurisprudenziale con gli interventi di Francesco Centofanti, autore dei capitoli sulle responsabilità civili e penali, che ha mostrato gli orientamenti della Cassazione in materia di libertà di pensiero, e di Iolanda Piccinini, docente in diritto del lavoro, con un approfondimento sul diritto di critica del lavoratore e sulla responsabilità disciplinare.

Di particolare interesse è stato l’intervento del Procuratore Generale di Reggio Calabria Bernardo Petralia, sul ruolo del CSM e delle esternazioni mediatiche dei magistrati. Il relatore ha mostrato una situazione complessa, dettata da tre elementi principali: l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura, sancita dalla Costituzione; l’espansione del diritto di cronaca ad opera del settore giudiziario; il rapporto, spesso definito impropriamente pericoloso, tra PM e giornalista. Anche in questo ambito, per Petralia, bisogna puntare sulla competenza – tema ripreso da tutti i relatori dell’incontro – e su un migliore insegnamento.

Prima dell’intervento finale dell’autore, è intervenuta Mihaela Gavrila, docente del Dipartimento di Comunicazione presso “La Sapienza” e collaboratrice del volume, che ha parlato dei reati commessi dai giornalisti nelle rappresentazioni mediali attraverso casi di studio come Travaglio, Belpietro e Feltri; Alfonso Celotto, professore di Diritto costituzionale, si è invece concentrato sui limiti costituzionali espliciti e impliciti alla libertà del pensiero del giornalista.

Per concludere, lo stesso Tenore ha approfondito la tematica principale della prima parte del volume, ossia quella della responsabilità disciplinare, vista anche attraverso il ruolo che ricopre il Testo Unico dei Doveri del giornalista.

Enrico Salvi

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