Le nuove forme di finanziamento alle imprese: Start-up, PMI innovative e Equity Crowdfounding

Le nuove forme di finanziamento alle imprese: Start-up, PMI innovative e Equity Crowdfounding

Si è tenuto il 7 giugno 2017, presso la Facoltà di Economia ‘La Sapienza’ di Roma, il convegno dal titolo “Le nuove forme di finanziamento alle imprese: Start-up e PMI innovative – PIR – Equity Crowdfounding”. Ad introdurre l’argomento è stato Luigi Rizzo, M&A Intern Baker & McKenzie, definendo innanzitutto la Capital Market Union che, in quanto unione dei mercati dei capitali, è un progetto della Commissione europea per mettere in moto maggiori capitali in Europa al servizio delle imprese. L’obiettivo è quello di fornire alle aziende del vecchio continente, incluse le Pmi, un bacino sempre maggiore di capitali e un ventaglio sempre più ampio di fonti di finanziamento. L’idea è di creare insomma un’infrastruttura finanziaria, che aiuti le imprese e, dunque, i lavoratori.

Mercati dei capitali più profondi e integrati – nelle intenzioni della Commissione – abbasseranno i costi dei finanziamenti per le imprese, e renderanno i mercati finanziari più resistenti. Lo scorso settembre la Commissione Ue ha pubblicato un «action plan», in cui si indicano le azioni prioritarie per costruire la Capital Market Union nel 2019. L’idea è inoltre quella di avviare un processo di diversificazione a livello europeo per creare così un mercato immobiliare con 28 stati membri. Il Dott. Rizzo ha anche spiegato come questo progetto incontri però degli ostacoli durante la realizzazione: l’assenza di un soggetto che faccia da regista e il fatto che le normative siano, non solo diverse da paese a paese, ma anche e per questo, difficili da legare, porta ad una frammentazione del mercato unico. Altri ostacoli che questo progetto incontra sono la resistenza da parte di Londra e il fatto che gli obiettivi da raggiungere sono troppo grandi, motivo per cui è facile pensare che il progetto sia più teorico che pratico.

Si è passato poi, con Daniele Vattermoli, ordinario di Diritto Commerciale, e Pier Luca Cardella, Assegnista di ricerca in Diritto Tributario, all’argomento riguardante le Start-up innovative. Partendo col definirle come delle nuove figure organizzative, i docenti hanno poi spiegato che, per essere definite tali, queste Start-up hanno bisogno innanzitutto di un carattere che sia maturo (dal nome Start-up), e soprattutto innovativo. Per diventare Start-up, queste nuove figure devono adeguarsi a determinate condizioni: essere in primo luogo società di capitali ed in secondo essere iscritte nella sezione speciale delle start-up innovative del registro delle imprese. Essendo oggi una realtà sempre più rilevante, in Italia sono 7 mila le imprese iscritte nella categoria delle Star-Up innovative: 2.277 quelle con presenza femminile, 2.043 quelle con presenza giovanile, 1.278 quelle a presenza giovanile, 678 quelle a prevalenza femminile, 629 quelle a presenza straniera e 112 quelle con prevalenza estera. Il 72 % di tutte le Start-up si occupa di servizi alle imprese, il 19% di industria in senso stretto, il 4,8% di altro, e il 4,2% di commercio. Per quanto riguarda la distribuzione, la regione italiana con la maggior presenza di Start-up è la Lombardia con il 21,8% di imprese.

E? stato affrontato poi, grazie a nuovi interventi, ad un nuovo tema: l’equity crowdfouding: raccolta di fondi, grazie alla quale un gruppo di individui, contribuendo con piccoli sforzi, rende possibile il finanziamento di progetti e/o iniziative di persone o di organizzazioni. La sua rapida diffusione è sicuramente da ricercare nella stagnazione dell’economia a livello globale, nella perdita di fiducia generale nella ripresa economica, ma soprattutto nella crisi di valori che attanaglia vecchie e nuove generazioni. Laddove l’utilizzo dei Social Media molto spesso ci rende più soli e distanti, il Crowdfunding riesce ad aggregare, non solo idee, ma soprattutto persone. La forza della dimensione sociale è la vera anima di questo grande strumento. Ancora, mentre i canali tradizionali di credito e di sviluppo non sono più in grado di accogliere o recepire il valore di un’iniziativa, il finanziamento dal basso si pone come una possibilità reale e concreta di realizzare il proprio progetto. Se il concetto di colletta non è di certo nuovo, ciò che rende il Crowdfunding una vera innovazione è la possibilità di creare comunità attiva che condivida interessi ed esperienze grazie ai Social Media. In conclusione, quindi, come ci hanno spiegato gli esperti del settore, l’ Equity Crowdfunding è uno strumento alternativo per consentire a imprese, startup o PMI, di finanziare la propria crescita raccogliendo capitale di rischio. Attraverso piattaforme web appositamente autorizzate,  chiunque ha la possibilità di investire, a partire da poche centinaia di euro, in imprese che, in una arco di tempo definito, offrono quote del proprio capitale in cambio di fondi. Se la campagna di equity crowdfunding raggiunge l’obiettivo di raccolta (target) entro il termine definito, chi ha investito diviene a tutti gli effetti socio dell’impresa.
Agnese Maria Cannizzaro

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