L’assordante odore del bianco. Van Gogh interpretato da Alessandro Preziosi in uno spettacolo al Teatro Vascello.

L’assordante odore del bianco. Van Gogh interpretato da Alessandro Preziosi in uno spettacolo al Teatro Vascello.

Artista tra il folle e il surreale, Vincent Van Gogh è uno dei pittori più celebri della storia dell’arte. A rendere più affascinante e suggestivo questo personaggio, nel corso del tempo, è stato anche il suo umore malinconico e irrequieto, forse vero motore immobile della sua creatività e della sua genialità, che lo ha reso protagonista di romanzi e lungometraggi televisivi o cinematografici. L’ultimo di questi è Van Gogh-Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel, grazie al quale William Dafoe, che nel film interpreta il pittore olandese, ha ricevuto una nomination agli Oscar 2019 come Miglior Attore Protagonista e come Migliore Attore di Film Drammatico ai Golden Globe.

Ma dal 26 novembre al 1 dicembre 2019 a prestare il volto a Vincent Van Gogh sarà Alessandro Preziosi, che interpreterà il famoso pittore post-impressionista nello spettacolo Vincent Van Gogh. L’assordante rumore del bianco, in scena al Teatro Vascello. L’opera, una coproduzione di Khora Teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo scritta da Stefano Massimi e diretta da Alessandro Maggi, è ambientata nel 1889, anno in cui il pittore olandese è rinchiuso nel manicomio di Saint Paul de Manson per i suoi disturbi mentali che lo affliggono da tutta la vita. Le pareti bianche della struttura sono una vera e propria tortura per Van Gogh, che sul colore e sui turbinii cromatici aveva basato la sua intera esistenza e carriera artistica. Il titolo ossimorico gioca quindi sulla disperazione dell’artista nel ritrovarsi circondato dal bianco, proprio lui che amava definirsi un “musicista del colore” e che sosteneva che “ciò che è il colore in quadro è nella vita l’entusiasmo”. La quotidianità di Van Gogh, tra le mura dell’ospedale, è scandita dalle cure devastanti del Dottor Peyron (interpretato da Francesco Biscione) e da allucinazioni tra l’onirico e il surreale: lui che usava l’arte per esprimere la sua tormentata interiorità si ritrova adesso immobilizzato e inibito. L’unico desiderio di Vincent è quello di uscire dalle mura del manicomio e poter tornare alle sue tele e alle sue tavolozze: ogni speranza, in un primo momento, è riposta nella visita del fratello Theo (interpretato da Massimo Nicolini), che arriverà in ospedale dopo aver preso quattro treni e un carretto.

Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento dell’artista in manicomio, Alessandro Preziosi porta al teatro Vascello una sorta di thriller psicologico, che lascia in sospeso dall’inizio alla fine lo spettatore, ruotando tutto attorno al tema della creatività artistica, del processo creativo e della sua urgenza.  Il serrato dialogo, sottinteso, tra Van Gogh e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. “Van Gogh”, sottolinea Alessandro Preziosi, “assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto”. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quello strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quello strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà.

L’opera, il cui testo si aggiudicò nel 2005 il Premio Tondelli di Riccione per la scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva, fa parte della Stagione 2019-2020 “Mai più soli” del Teatro Vascello.

Per informazioni e biglietti, cliccare qui

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