Il laboratorio della Città condivisa del Dipartimento di Scienze politiche

Il laboratorio della Città condivisa del Dipartimento di Scienze politiche

Il 21 maggio, presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza di Roma, è nato il Laboratorio per la città condivisa. Parole chiave: ricerca, formazione e sostegno a progetti di rigenerazione urbana.  L’obiettivo risulta fondamentale: ripensare la città in termini di sostenibilità. Studiare i fenomeni di rigenerazione e di cura dei beni urbani. Comprendere i fenomeni di trasformazione, di cambiamenti, intesi in senso culturale. Favorire una città attenta a non consumare e sfruttare nuovo risorse ma valorizzare quelle preesistenti. Una città che crea relazioni privilegiata tra essa e la propria comunità; una comunità pensata in senso sostenibili, per riscopre dimensioni non solo individuali ma anche collegiale del vivere metropolitano.

Nel pomeriggio del 6 giugno si è tenuta una tavola rotonda, battesimo del progetto nato da poco. Una prima iniziativa aperta a un pubblico più ampio e a relatori proveniente anche dal mondo extraaccademico, con il fine di mettere in comune i vari saperi.

Affianco a Luca Scuccimarra, direttore del Dipartimento di Scienze politiche e Fabio Giglioniè, professore associato di Diritto amministrativo, hanno trovato spazio tutta una serie di attori sociali e istituzionali, dai protagonisti dell’associazionismo comunale ai rappresentanti ministeriali.

Una conferenza inserita all’interno della programmazione del Festival dello sviluppo sostenibile. Rassegna che hal’obiettivo di coinvolgere fasce sempre più ampie della popolazione sui temi della sostenibilità e di stimolare i decisori privati e pubblici perché assumano iniziative concrete e rilevanti per migliorare le condizioni economiche, sociali e ambientali del nostro Paese.

Nell’introdurre il progetto Giglioniè illustra la funzione del nascente laboratorio: “ascoltiamo chi è protagonista delle trasformazioni, per capire meglio quale possa essere il nostro ruolo in questi processi”.

Nel convegno hanno trovato spazio le testimonianze dei responsabili di alcuni progetti portati avanti a Roma. Il rappresentante della Rete Ortincomune di Roma, Luigi Di Paola, ha illustrato la missione di questa rete di associazioni che ha l’obiettivo di riappropriarsi degli spazi verdi romani e salvarli dalla cementificazione attraverso iniziative condivise e partecipate.

Preziosa la testimonianza di Claudio Gnessi, portavoce dell’Associazione per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros è un’organizzazione di volontariato che persegue come obiettivo statutario la tutela, valorizzazione e promozione del Comprensorio Archeologico Casilino Ad Duas Lauros.

Alessandro Splendori illustra Officine Zero: un progetto di rigenerazione urbana che interessa un’area di 20.000 mq.  Un centro polifunzionale e di innovazione sociale, che accoglie all’interno di un sistema di economia collaborativa, lavoratori indipendenti, piccole cooperative, associazioni, artigiani e lavoratori dell’intelletto.

Oreste Sacco

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