La Shoah dagli occhi dei bambini: se la Grande Storia si fa piccola

La Shoah dagli occhi dei bambini: se la Grande Storia si fa piccola

Un altro modo di raccontare la Shoah e la Grande Storia è possibile e, a dimostrarlo, le penne attente e argute di Mirella Serri e Lia Levi: rispettivamente autrici dei romanzi “Bambini in fuga. I giovanissimi ebrei braccati da nazisti e fondamentalisti islamici e gli eroi italiani che li salvarono” (Longanesi, 2017) e “Questa sera è già domani” (e/o, 2018, candidato Premio Strega 2018), le voci delle due donne sono accomunate da un garbo distinto che guarda alla completa dedizione verso le storie di chi non ha potuto raccontarle. Per questo motivo, il filo rosso scelto per il quarto incontro di CoR(r)iSpondenze, il ciclo di seminari tematici organizzato dal CoRiS in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea di Roma, è affidato ad un protagonista corale d’eccezione: i bambini.

Mirella Serri e Lia Levi

Come suggerisce il titolo del convegno tenutosi il 26 aprile presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, “la Shoah negli occhi dei bambini”, i fili del ricordo di una pagina così delicata di storia sono tenuti insieme dalle vicissitudini di persone qualunque che, come suggerisce la voce ferma e calda della Levi, “hanno vizi, virtù e debolezze”. L’intento comune è quello di partire dalle storie individuali per rendere la Grande Storia “commestibile attraverso i sentimenti di chi l’ha vissuta”. D’altronde, “è l’eterno mistero dell’animo umano la storia di tutte le storie”.

Le debolezze e le fragilità altrui diventano uno strumento di narrazione inedita attraverso cui, come puntualizza Claudia Hassan, docente di Sociologia della comunicazione all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, scaturisce il potere didascalico dell’accostamento tra narrazione e ricostruzione storica. Un legame di responsabilità che lascia traballare anche le radicate certezze della sociologia: è anche Bauman a risuonare nell’aula Wolf di Via Salaria 113, perché “la Soah ha detto molto di più ai sociologi di quanto i sociologi abbiano detto sulla Shoah”. La scrittura della Levi è disinvolta e in grado, con estrema naturalezza, di offrire al romanzo una storia così pregna di umanità da sembrare totalmente vera.

Lia Levi

Dalla dimensione romanzata della Levi ci si accorda alla puntuale analisi storica della prof.ssa Serri, in una similitudine sottile ma presente: come ben sottolinea Giovanni Sabbatucci, storico e professore di Storia Contemporanea,  se in “Questa sera è già domani” è la storia individuale ad essere centrale, per cui “la Grande Storia si fa piccola e la storia piccola si fa grande”, in “Bambini in fuga” è la Grande Storia ad essere riscritta, in una prospettiva altra che non cede all’ideologia ma mette in risalto la misericordia. L’analisi spietata di quello che è stato non lascia spazio a fraintendimenti ma è verso la speranza che la scrittura rivolge. Come spiega la Serri, attraverso l’esperienza di settantatré giovanissimi ebrei che  attraversano la Germania e la Slovenia e vengono accolti a Nonantola, un paese in provincia di Modena, “il riferimento è a un intero mondo di persone che scelgono di stare dalla parte dei perseguitati”. Inevitabile l’evocazione dell’attualità: “i bambini in Siria mi hanno ispirata”.

Mirella Serri

I discussant, moderati dalla discrezione del prof. Ruggiero, tessono la tela che unisce i due romanzi: entrambi hanno il merito di toccare con delicatezza temi importanti che costituiscono il ricordo collettivo, come la sopravvalutazione e la sorpresa della comunità ebraica riguardo a quello che stava accadendo, la persecuzione e l’accoglienza. E, proprio sull’ultima parola, si radica la riflessione che i testi lanciano: esiste, oggi, un paese che accoglie? La memoria ha svolto o sta svolgendo il suo compito di “stratificazione di ricordi”? La platea di giornalisti presenti affida la risposta ai versi di Emily Dickinson, con cui il romanzo della Levi si apre:

“Quando spazzi quel sacro Ripostiglio –
Intitolato “Memoria” –
Scegli una Scopa riverente –
E fallo in silenzio –

Sarà un Lavoro a sorpresa –
Oltre all’Identità
Di altri Interlocutori
Una probabilità –

Augusta la Polvere di quel Dominio –
Indisturbata – fa’ che resti –
Tu non puoi sovrastarla,
Ma essa può zittirti.”

Nicoletta Labarile

      Intervista a Lia Levi
      Intervista a Mirella Serri

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