La ragione era carnale. La forza delle parole nel romanzo di Mariagloria Fontana

La ragione era carnale. La forza delle parole nel romanzo di Mariagloria Fontana
      Intervista a Mariagloria Fontana - Intervista a Mariagloria Fontana

Rimangono solo posti in piedi nel punto vendita Arion Feltrinelli di Viale Eritrea per la presentazione de “La ragione era carnale” (Armando Curcio Editore, 2017), romanzo d’esordio di Mariagloria Fontana, giornalista freelance, collaboratrice di Micromega, blogger su Huffington Post ed ideatrice di una testata online per donne dedicata alla scrittrice e regista Nora Ephron, lacittadelledonne.it.

L’anno è il 2007. Il “ministro del trattino” Padoa-Schioppa parla di una generazione di bamboccioni, la crisi economica avanza e i social network iniziano a diventare sempre più popolari. E’ proprio grazie ad uno di questi, il musicale MySpace.com, che Bianca, la protagonista, inizia una lunga corrispondenza online con Nightreporter. La trentenne romana, aspirante giornalista sogna di lasciarsi alle spalle un passato difficile a causa degli instabili rapporti con la madre ed il resto della famiglia e nel corso del romanzo sarà al centro di un percorso esistenziale che la cambierà per sempre.

“La ragione era carnale” è un vero e proprio romanzo di formazione sentimentale, che riesce a “rimettere insieme i tasselli di una vita” – afferma Paolo Conti, del Corriere della Sera – “facendo riconquistare fiducia alle parole, che raccontano la storia della protagonista e che, contemporaneamente, lasciano che sia la stessa Bianca a raccontarsi attraverso la sua scrittura”.

E’ proprio il culto per le parole, per la loro prorompente forza e per il loro potere di ferire il motore della narrazione. “Simone De Beauvoir riteneva che le parole fossero assassine, ma anche evocative, affascinanti, seducenti” racconta l’autrice, “io credo che possano diventare un vero e proprio strumento per creare emozioni.”

Ed infatti tra un messaggio di Bianca ed una risposta del suo corrispondente virtuale, la storia raffigura il connubio perfetto tra il passato del epistole romantiche, dei carteggi di J.D. Salinger con le sue amanti e di quelli di Sartre con Simone De Beauvoir, e la modernità dei primi social network, di MySpace e delle email, che nel romanzo sono nobilitati, resi strumento per l’evoluzione personale e sentimentale della protagonista.

L’amore ed il tradimento ai tempi dei social network cambiano radicalmente, in linea con la crescente dipendenza da internet e dalle nuove tecnologie di una generazione sempre più social, “che non può permettersi di lasciare indietro i meno esperti nell’usare questi nuovi strumenti”, sottolinea Flavia Marzano, assessora a Roma Semplice di Roma Capitale, riportando il suo impegno nel semplificare i rapporti tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione attraverso l’educazione all’uso di internet e la denuncia del fenomeno del cyberbullismo.

“La ragione era carnale” è anche spunto di riflessione ed analisi sul potere e l’influenza delle nuove tecnologie e della comunicazione digitale, che, ha ricordato l’avv. Cataldo Calabretta, docente di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione, “contiene ancora un aspetto psicologico non controllabile, un’anomalia di fondo che necessita di maggiore controllo da parte del sistema giuridico”.

La ragione era carnale“, di Mariagloria Fontana, Armando Curcio Editore, pagg. 196, euro 9,90

Margherita Puca

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