La prosopagnosia: un disturbo della neuroscienza

La prosopagnosia: un disturbo della neuroscienza

La prosopagnosia è un disturbo riguardante le neuroscienze e la neuropsicologia. Questo disturbo è raro da diagnosticare e si ha anche difficoltà a rilevarlo in un percorso di vita medica e di studio approfondito. L’abilità nel riconoscere i volti è una cosa importante per una qualità della vita più che decente e non è bello che la persona affetta da questo disturbo non riesca a riconoscere un amico o un proprio nemico.

La percentuale degli affetti da questo disturbo si attesta sul 2-3% della popolazione, il che sta a significare il fatto di una diffusione comunque effettiva di questo questo disturbo. Però  si sta ancora cercando di individuare un modo per curare questa forma di malessere neuropsicologico.  Ci si sta impegnando a fondo però il percorso è arduo.  Il disturbo viene dalla radice greca “prosopon” e sta ad indicare la faccia, infatti gli affetti da questo fastidio non riescono e fanno fatica a riconoscere le facce delle persone. In ogni caso, la persona non presenta particolari difetti fisici,  però potrebbe incontrare problemi nel corso del tempo, molto probabilmente per via di un ictus oppure un trauma cranico encefalico.

Si stanno valutando diversi test su cui lavorare per individuare il problema tra cui un test incentrato sulla memoria portato avanti dalle università internazionali tra cui l’Università di Cambridge. In genere chi soffre di questo disturbo non riesce  ad eseguire bene questi test e in questi casi l’unica figura professionale a poter intervenire è quella del neuropsicologo. Attualmente, si sta cercando una linea d’intervento su cui agire per poter arginare il problema e quest’intervento viene portato avanti dall’equipe del dottor Rivolta, associato presso la School of Psychology dell’University of East London. Infatti, una rivista autorevole come Neuropsychologia ha riportato e pubblicato le ricerche del medico con tutti gli approfondimenti del caso.  Un’altra rivista scientifica dal nome The Quarterly Journal of Experimental Psychology raccoglie, invece, per intero gli studi in neuroscienze portati avanti dagli addetti del settore  secondo i quali i disturbi stanno ad indicare il fatto che talvolta possono essere legati ad una questione di neurobiologia condivisa.

 

Filippo Sansa

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