In arrivo la trentesima edizione della giornata mondiale degli oceani

In arrivo la trentesima edizione della giornata mondiale degli oceani

La proposta di celebrare una giornata mondiale degli oceani è nata nel 1992 all’Earth Summit di Rio de Janeiro. Alle origini, l’idea aveva come scopo non solo quello di festeggiare l’oceano, un bene condiviso dagli uomini, ma anche di rafforzare la connessione personale degli umani con il mare.

Con i cambiamenti climatici sono apparse nuove specie non comuni nel Mediterraneo come nell’Adriatico e stanno diventando rare specie fino a ieri tipici dei nostri mari – afferma Alessandro Faccioli di Coldiretti Impresa Pesca Veneto – Pesci, come ad esempio le alacce o la lampuga, sino a qualche anno fa scarsamente presenti a certe latitudini, sono oggi diffusamente presenti nelle acque del centro-nord del Mare Adriatico e del Tirreno, mentre sono andate in sofferenza specie tradizionali come le sardine o le alici, messe in crisi dall’innalzamento delle temperature. Le correnti calde hanno favorito la proliferazione di meduse dai nomi stravaganti come “occhio di gatto” e “noce di Mare” che cacciano attivamente larve di pesci e molluschi e novellame di specie di interesse economico, oltre a granchi predatori come il granchio blu sempre più presenti anche nelle lagune. Gli esemplari di Callinectes Sapidus (nome scientifico del vorace granchio) aumentano – dicono i pescatori – tanto da insidiare anche le moeche veneziane. Una specie invasiva dove grazie al surriscaldamento globale ha trovato il suo habitat ideale. Trasportato dalle grandi navi che solcano gli oceani si riproduce in fretta – una femmina dicono i ricercatore depone milioni di uova – e non ha predatori che lo contrastano. Vive indisturbato divorando gamberi, latterini, seppie, spigole e orate. I danni sono rilevanti anche per l’attività degli operatori del settore: le chele come tenaglie strappano le reti danneggia i letti di alghe che servono da vivai per i pesci locali, divora le cozze e le lumache che costituiscono il loro cibo e ingoia i giovani più facili da catturare.

A peggiorare ulteriormente la situazione ha contribuito – spiega Coldiretti – la pandemia con il crollo di oltre il 30% degli acquisti di pesce da parte della ristorazione dall’inizio dell’emergenza sanitaria, peraltro reso più pesante dalle chiusure di aprile. Il risultato è un crack da 500 milioni di euro tra produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti. Senza dimenticare l’aggravio di costi per garantire il rispetto delle misure di distanziamento e sicurezza a bordo delle imbarcazioni, con i pescatori che hanno continuato a uscire in mare per assicurare le forniture di pesce fresco ai consumatori.
Un calo che non è stato compensato dall’aumento degli acquisti domestici del 6,7%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea relativi all’anno 2020. Ad essere premiati sono stati soprattutto i consumi di prodotto surgelato, cresciuti del 17,6% rispetto al +2,3% del pesce fresco, inferiore anche rispetto alle conserve (tonno ecc.) in salita del 5,8% e a quelli essiccati o affumicati, che guadagnano un +11,1%. Peraltro proprio il prodotto surgelato è quello che dà minori garanzie rispetto all’origine, considerato che in 9 casi su 10 arriva dall’estero.
Alla difficoltà economiche aggravate dalla pandemia – continua Coldiretti – si aggiungono quelle legate alla drastica riduzione dell’attività di pesca imposte dalla dalle normative europee e nazionali. Le giornate di effettiva operatività a mare sono scese per alcuni segmenti di flotta a poco meno di 140 di media all’anno, rendendo non più sostenibile l’attività di pesca per una buona fetta della flotta nazionale considerata anche l’assenza di ammortizzatori e di valide politiche di mercato capaci di compensare le interruzioni.
Il consumo pro capite degli italiani è di circa 28 kg di pesce all’anno – conclude Coldiretti -, superiore alla media europea ma decisamente basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne mangiano quasi 60 kg, praticamente il doppio.

MSC su Magazine QualitàMSC Marine Stewardship Council in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani che si celebrerà il prossimo 8 giugno, presenta la più grande ricerca globale sui consumatori di pesce: una diffusa preoccupazione per la salute degli oceani che fa capolino nel quotidiano degli italiani, spingendoli verso comportamenti e scelte di consumo più responsabili.

Il 93% degli italiani è preoccupato per lo stato di salute degli oceani
Le minacce che preoccupano di più sono l’inquinamento (67%), il cambiamento climatico (46%) e la pesca eccessiva (38%)
Il 26% degli intervistati compra già prodotti da pesca sostenibile e il 43% si propone di farlo
Gli italiani sono preoccupati per la salute del mare e per salvarlo sono disposti a cambiare le proprie abitudini alimentari in termini di pesce: le scelte si orientano sempre di più verso prodotti con imballaggi con poca plastica e provenienti da pesca sostenibili. È quanto emerge dalla più grande ricerca sui consumatori di pesce al mondo condotta da Globescan in Italia e in altri 22 Paesi del mondo per indagare le attitudini, le motivazioni e le paure di coloro che basano parte della propria dieta sul pesce.

La ricerca è promossa da MSC Marine Stewardship Council, un’organizzazione non profit che protegge gli oceani dalla pesca eccessiva attraverso l’omonimo programma di certificazione di prodotti ittici sostenibili, nel quale un ruolo essenziale è riconosciuto ai consumatori, che hanno il potere di orientare il mercato verso approvvigionamenti più responsabili.

La Giornata Mondiale degli Oceani, che cade l’8 giugno, è nata su proposta del Canada in occasione dell’Earth Summit del 1992 a Rio de Janeiro ed è stata riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 2008 per celebrare gli oceani e il nostro personale legame con il mare, e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo essenziale che essi svolgono nella nostra vita e nella salute generale dell’ambiente (fonte Unesco).

L’identikit del consumatore responsabile

Gli italiani sono pienamente consapevoli dell’importanza degli oceani per la salute futura del pianeta, e quasi tutti (93%), sono preoccupati per il loro stato di salute. Gli italiani sono invece divisi sugli scenari futuri: il 53% è ottimista e crede che i danni causati dall’uomo siano risolvibili entro i prossimi 20 anni, mentre la restante parte ha una visione più pessimista e teme che nel giro di vent’anni non potrà più mangiare la propria specie di pesce preferita. Tra le minacce percepite come più pressanti per i nostri oceani troviamo l’inquinamento (67%), il cambiamento climatico (46%) e la pesca eccessiva che depaupera le popolazioni ittiche (38%). Problematiche fortemente interconnesse e che rendono sempre più complessa la loro risoluzione, che però non è impossibile: uno studio pubblicato sulla rivista Nature ha stabilito che se verranno messe in campo adeguate misure contro cambiamento climatico, pesca eccessiva e inquinamento, gli oceani potranno ancora tornare in salute.

La buona notizia è che le preoccupazioni si possono trasformare in azioni concrete, come ci raccontano gli stessi consumatori che negli ultimi due anni hanno scelto prodotti con imballaggi con meno plastica, hanno sensibilizzato la propria cerchia di conoscenze sui problemi dell’oceano, e hanno scelto pesce pescato in modo sostenibile, privilegiando quello con un marchio di sostenibilità a conferma della sua provenienza.

E gli italiani sono ancora più combattivi riguardo al futuro: il 43% intervistati si ripropone di comprare più prodotti da pesca sostenibile, contro il 26% di coloro che lo hanno dichiarato di averlo già fatto nei due anni precedenti.

Si conferma la prevalenza di consumo di pesce in casa (83% dei consumatori intervistati) rispetto a ristoranti, bar o fast food, e la preferenza del prodotto fresco della pescheria o del banco del pesce (un intervistato su 3), ma resta importante il consumo di pesce surgelato e in scatola, che costituiscono una scelta frequente per un intervistato su due.

È sempre più diffusa la consapevolezza rispetto al potere che le proprie scelte d’acquisto hanno sullo stato degli oceani, e infatti cresce il numero di consumatori (82% contro il 74% del 2020) che crede che per salvare gli oceani sia necessario scegliere pesce unicamente da fonti sostenibili. Gli attori che secondo gli italiani hanno un ruolo chiave nella protezione degli oceani sono le organizzazioni ambientaliste e quelle di certificazione, stabili rispetto al 2020, mentre cresce il ruolo attributo alle aziende della filiera ittica e al governo italiano.

Secondo Francesca Oppia, Program Director di MSC in Italia, “la preoccupazione per il futuro degli oceani è molto alta, ma il lato positivo è che le persone riconoscono l’importanza del proprio ruolo nel promuovere un cambiamento in positivo. Dobbiamo agire immediatamente per salvaguardare la biodiversità degli oceani, le risorse alimentari e i mezzi di sussistenza che da essi dipendono. Con le loro scelte, i consumatori possono orientare il mercato in modo da premiare coloro che pescano in modo sostenibile, ma la portata della sfida è enorme: governi, aziende e consumatori devono agire insieme affinché la pesca in tutto il mondo sia gestita in modo sostenibile”.

Gli eventi per la Giornata Mondiale degli Oceani

L’8 giugno alle ore 17:30 MSC Marine Stewardship Council dà appuntamento a Milano in occasione della Milano Design Week 2022 allo Chef in Camicia Food Court al RIDE di Milano (ex scalo ferroviario di Porta Genova), dove Carlo, volto di punta della community di chef più amata dell’internet, condurrà un gustosissimo cooking show con ingredienti ittici di provenienza sostenibile.
In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, MSC sarà al fianco di Findus – azienda leader in Italia nella produzione dei surgelati – che presenterà Fish For Good, manifesto che riassume l’impegno dell’azienda nel proteggere e preservare il presente e il futuro degli oceani. Durante l’evento Francesca Oppia presenterà un approfondimento dei risultati della ricerca Globescan sulle attitudini dei consumatori. Nella stessa giornata, inoltre, il celebre Capitan Findus metterà in funzione a Venezia un nuovo dispositivo innovativo per la pulizia dei mari, in grado di catturare rifiuti galleggianti.
L’appuntamento è anche digitale sul divertentissimo canale TikTok delle Gallerie degli Uffizi (@uffizigalleries), dove nella Giornata Mondiale degli Oceani verrà trasmesso un messaggio di sensibilizzazione realizzato nell’incantevole Terrazza delle carte geografiche, restaurata e riaperta al pubblico nel 2021.
La ricerca

L’indagine è stata condotta da GlobeScan, società di consulenza globale, in un totale di 23 Paesi: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Singapore, Sudafrica, Corea del Sud (nuova nel 2022), Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, USA e Portogallo. Tra il 25 gennaio e il 16 marzo 2022 sono stati intervistati 25.869 consumatori in tutti questi Paesi, di cui 20.127 consumatori di pesce.

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