Licenza SIAE n° 959/I/1068

RSS RadioSapienza

RadioSapienza

Programmi 2012 2013

Eventi - Europa e Russia: quali nuovi scenari?

Intervista ad Elena Dundovich

Intervista a Daniele Scalea

Si è svolta giovedì, presso la sede della Commissione Europea - Rappresentanza in Italia, la tavola rotonda "Russia ed Europa. Prospettive di un dialogo".

Nell'illustre cornice della sala Natali, nella sede della Commissione Europea - Rappresentanza in Italia, giovedì 24 maggio si è tenuta la tavola rotonda "Russia ed Europa. Prospettive di un dialogo". All'evento, promosso dall' Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con il Centro Studi Russi, dal Dottorato di Ricerca in Storia d’Europa e dal CEMAS - Centro per la Cooperazione con l’Eurasia, il Mediterraneo e l’Africa Subsahariana e patrocinato dalla Commissione europea - Rappresentanza in Italia, hanno partecipato esperti, professionisti, nonchè dirigenti e docenti del settore. La tavola rotonda è stata coordinata dal Professor Antonello Biagini, Prorettore per la Cooperazione e i Rapporti internazionali dell'Università La Sapienza.

LA POLITICA ENERGETICA
- Tra i temi affrontati, si è parlato innanzitutto della politica energetica, in quanto l'Unione Europea rappresenta il maggior partner commerciale della Russia. Quest'ultima rappresenta il principale produttore di gas nel mondo, come si legge nel sito intermarket & more: "nel 2009 la Russia risultava il secondo produttore al mondo di gas naturale, al seguito degli Stati Uniti (rispettivamente circa 540 e 595 miliardi di m³). Le spetta anche un altro primato: essere il maggiore esportatore al mondo di gas naturale (circa 200 miliardi di m³)".

UN APPROCCIO STORICO - Il Professor John Laughland, Direttore degli Studi dell'istituto di Democrazia e di Cooperazione di Parigi, ha dimostrato quanto già negli anni passati il bisogno di un Unione Europea fosse già avvertito da diversi filosofi del Settecento e dell'Ottocento. Il professore ha ripreso un'epistola in cui Napoleone spiega a Joseph Fouché i motivi dell'attacco alla Russia: "Pensi della guerra contro la Russia, come una guerra del buonsenso, per i nostri interessi e per la pace e la sicurezza di tutti. Abbiamo bisogno di un Codice Europeo, di una Corte Europea di Cassazione, di una moneta unica, degli stessi pesi e misure, delle stesse leggi. Devo fare un solo popolo di tutti i popoli dell'Europa. Ecco - o signore - l'unico esito che mi conviene". Laughland ha affermato "per Napoleone l'invasione della Russia era un passo indispensabile per la realizzazione dell'unità Europea, per creare una Europa Unita. Napoleone sentiva il bisogno imperativo di sconfiggere una Russia troppo grande e troppo potente". Il professore ha poi aggiunto che "dopo il crollo del comunismo e dell'Unione sovietica si parlava molto delle possibilità di realizzare finalmente un'unità Europea, ma non si parlava mai di associare la Russia a questo progetto o piuttosto - e questo mi sembra fondamentale - non si parlava mai nel contesto dell'Unione Europea ma unicamente nel contesto del Consiglio d'Europa". La Russia è entrata nel Consiglio d'Europa nel 1996 e rimane ad oggi  membro dell'Organizzazione. Alla base dei ragionamenti sulla possibilità e sulle prospettive di dialogo tra Russia ed Europa c'è la fondamentale distinzione tra Consiglio d'Europa e Unione Europea. Laughland, infatti, ha spiegato che il Consiglio d'Europa è un'organizzazione intergovernativa che promuove l'unità europea senza negare le diversità esistenti tra gli stati membri. L'Unione Europea, invece, è un'organizzazione a vocazione sovranazionale che vuole superare le unità naturali dell'Europa rappresentate dalle nazioni per sostituirle con una struttura di tipo tecnocratico e postmoderno. Il professore ha osservato che "in una tale struttura la Russia non può mai entrare, e non solo perchè è troppo grande".

GLI SCENARI - Nella prospettiva di un dialogo tra Russia ed Europa è stata sottolineata la necessità di una relazione che si legga in chiave globale e l'importanza di un dialogo che non sia solo a livello strutturale, ma anche tra i popoli. Si tratta di un dialogo,che deve avvenire nel rispetto delle culture, delle tradizioni e dei valori umani, nonchè dei principi etici. In sostanza, quindi, è stato posto l'accento sul bisogno di un processo di integrazione. E' inoltre necessario che la base di queste relazioni siano definite in maniera chiara e strategica. In merito ad un futuro consolidamento dei rapporti tra Russia ed Europa è stato osservato come la configurazione geopolitica dei prossimi anni dovrà essere basata sulla cooperazione tra il continente europeo e la Russia, al fine di mantenere e conservare il ruolo di un'Europa unita.
La professoressa Elena Dundovich, docente dell'Università di Pisa, ha invitato a riflettere sulle problematiche della Russia: "è vero che facciamo parte di una medesima tradizione culturale e religiosa", ma "è fortissima la vocazione euroasiatica della Russia e poi anche della stessa Unione sovietica, sopratutto negli anni Venti quando si forma l'URSS". La professoressa ha anche fatto alcuni riferimenti all'attuale politica estera russa condotta da Putin.
E' intervenuto, inoltre, il Dottor Tiberio Graziani, presidente dell'istituto di Alti Studi in geopolitica e Scienze Ausiliarie IsAG e direttore della rivista Geopolitica che ha sottolineato l'importanza di definire, da un punto di vista geopolitico e nella dimensione storica, le relazioni che intercorrono tra le nazioni. Nel primo numero della rivista, dal titolo "Vent'anni di Russia", vengono analizzati i primi due decenni di vita della Federazione Russa, il suo stato attuale e le prospettive per il futuro. Nella stessa giornata è stato firmato l'Accordo di collaborazione tra l'Istituto di Democrazia e di Cooperazione di Parigi e il CEMAS dell'Università La Sapienza di Roma.
Emerge, quindi, ancora una volta, come nel dialogo tra le nazioni, allo scopo di una reciproca comprensione, la comunicazione svolga un ruolo primario e indispensabile.

Valentina De Marco

(si ringrazia il dott. Andrea Carteny per l'immagine)

 

CineMonitor.it