L'incontro, inserito nel ciclo di ricerche “Luigi Enrico Rossi”, giunto al quarto appuntamento, si è sviluppato intorno a temi assolutamente originali, fuori dai tradizionali schemi letterari. Relatori dell'evento tre docenti della Sapienza: Eleonora Tagliaferro, Pietro Vannicelli e Giulia Ecca.
Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sala Odeion – Riscoprire testi, opere, componimenti accantonati, appunto sommersi, semplicemente perché non appartenenti ai canoni classici, quelli universalmente riconosciuti dal mondo accademico. Questo il principale obiettivo del seminario organizzato dal Professor Nicolai dedicato a Luigi Enrico Rossi, giunto, con la giornata di ieri, al quarto appuntamento; durante l'incontro, svoltosi come di consueto all'interno del Museo di Arte Classica presso la sede centrale della Sapienza, sono intervenuti alcuni docenti dell'università, ognuno dei quali ha fornito una chiave di lettura del fenomeno, soffermandosi su un particolare tema. Eleonora Tagliaferro ha proposto un contributo sulle Letterature Oracolari, Pietro Vannicelli ha fornito un'analisi incentrata su Erodoto e le tradizioni locali, mentre Giulia Ecca ha trattato il tema “Prescrizioni deontologiche nel nome di Ippocrate: ai margini del Corpus Hippocraticum”. Ogni relatore ha fornito inoltre ai presenti del materiale didattico, in particolare alcuni testi o porzioni di opere letterarie connesse al tema trattato, al fine di analizzare stili, strutture e tecniche dei vari autori; al termine delle relazioni è poi seguito un interessante dibattito durante il quale è stata data la possibilità ai presenti di rivolgere domande ai docenti. Il Seminario si concluderà il prossimo 14 Maggio, data questa della giornata conclusiva, all'interno della quale, a differenza degli incontri fin qui realizzati, si alterneranno otto Docenti a partire dalle ore 9,15 in un programma che impegnerà quasi tutta la giornata e sarà concluso da uno speciale momento dedicato alla musica.
Il "Prodotto Oracolare" - Il primo intervento è stato a cura della Prof.ssa Tagliaferro, la quale ha proposto il particolare tema, poco approfondito dal mondo accademico, delle Letterature Oracolari. La docente, dopo un'introduzione storica finalizzata alla ricerca delle origini e, quindi, degli sviluppi dei testi nei quali compare il mondo oracolare e della divinazione, ha analizzato la varietà del prodotto culturale, diversificato sia dal punto di vista geografico sia sotto il profilo tipologico; a testimonianza di questo sono state presentate diverse forme letterarie – intese nel senso più ampio del termine – riconducibili al fenomeno trattato, delle quali è stata sottolineata l'indeterminazione terminologica, ovvero la mancanza di confini a separazione dei vari generi, altro tema poco considerato dal mondo accademico; il focus della discussione si è poi spostato sulla trattazione di alcuni testi, analizzati soprattutto sotto il profilo della tecnica adottata e delle implicazioni storiche, forniti in copia anche ai presenti. Nel corso dell'intervento la professoressa ha inoltre ricordato il lavoro di Luigi Enrico Rossi citando alcuni dei suoi pensieri e contributi più famosi.
Tradizioni Locali e Letteratura sommersa - Studiare il rapporto fra la storiografia generale e locale, al fine di approfondire uno dei temi centrali per comprendere le origini della Storiografia stessa, unita all'analisi della figura di Erodoto, posto in relazione con la tradizione locale. Questi i temi principali toccati dal Professor Vannicelli, il quale, dopo aver specificato anche l'importante distinzione fra “perduto” e “sommerso”, questione centrale del progetto di ricerca – ha poi affrontato insieme ai presenti la lettura critica di un passo Erodoteo sotto due differenti punti di vista: da un lato il brano, e di conseguenza l'autore, nelle sua veste puramente tecnico-stilistica – struttura grammaticale, lessico, uso dei tempi verbali – dall'altro una disamina delle motivazioni alla base del testo stesso, sottolineando come, paradossalmente, esso sia stato trascurato dal mondo accademico, nonostante il suo enorme valore storico-culturale.
“Prescrizioni deontologiche nel nome di Ippocrate: ai margini del Corpus Hippocraticum” - La conclusione della giornata è stata affidata alla relazione di Giulia Ecca, incentrata sul particolare tema del Corpus Hippocraticum analizzato nelle sue implicazioni con il tema del seminario, la letteratura sommersa. Una profonda analisi dunque rivolta a far luce – sebbene la questione risulti molto complessa e di difficile risoluzione – sulla composizione del Corpus stesso, attraverso la trattazione di alcuni testi e opere, definite “ai margini” per caratteristiche e struttura. Al termine dell'intervento il Professor Nicolai – responsabile e realizzatore del progetto di ricerca – ha sottolineato, riprendendo il contributo della professoressa Ecca, la difficoltà, presente ancora oggi, anche solo di definire l'opera di Ippocrate, proprio a causa dei contributi per così dire di "confine".
Luca Mugnaioli
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