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Diplomazia dell’informazione e informazione sulla diplomazia: aspetti generali e casi specifici

Intervista a Pasquale Ferrara

Si è svolto lunedì 23 aprile, presso il Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale, l’ultimo dei sei incontri previsti per la “news week” sul giornalismo. Oggetto del dibattito è stato la “diplomazia dell’informazione”, con la partecipazione straordinaria del dott. Pasquale Ferrara, diplomatico esperto, già capo dell’Ufficio Stampa della Farnesina e attualmente segretario generale dell’ Istituto Universitario Europeo di Firenze.

“Public Diplomacy” – Al centro dell’incontro è stato il ruolo svolto dalla diplomazia pubblica. Attraverso un excursus storico, Pasquale Ferrara ha illustrato i cambiamenti intercorsi nel tempo: dai grandi pensatori come Kant e Weber fino ai giorni nostri, dove la tecnologia e i mezzi di comunicazione dominano il quotidiano. La “Public Diplomacy” si riferisce all’influenza dell’atteggiamento dell’opinione pubblica sulla formazione ed esecuzione delle scelte governative e globali. L’efficacia di questa viene ritenuta tale solo in alcuni casi specifici: se non volta a fini propagandistici; se non interferisce nel pubblico impiego; se supportata da un civile confronto; se accompagnata da atti ufficiali.

Casi di “Public Diplomacy” impropria – Due sono i casi italiani sottolineati dal segretario generale IUE dove la “Public Diplomacy” è risultata inefficace: il primo, avvenuto il 3 febbraio 2007, ha visto coinvolti sei Ambasciatori in Italia di altrettanti Paesi stranieri che, attraverso una lettera, hanno “sostenuto” l’impiego del contingente italiano in Afghanistan, tralasciando le buone norme dell’indebita interferenza. Il secondo caso è quello balzato agli onori della cronaca come il sequestro del giornalista Daniele Mastrogiacomo, conclusosi positivamente il 20 marzo 2007, in cui per giorni si sono susseguite notizie infondate lasciando poco spazio ai doveri ufficiali della Farnesina.

Comunicazione e “diplomazia dei moderni” – Il ruolo del diplomatico ha oggi assunto prospettive più ampie rispetto a quelle considerate nei tempi passati. Pasquale Ferrara reputa la professione del diplomatico “inserita appieno nel mondo della comunicazione, considerata l’etica dualistica e l’approccio valoriale delle persone. In alcune situazioni i diplomatici operano sotto la pressione mediatica che a volte viene strumentalizzata per scopi di compartecipazione globale, diventando così problematica in punti di estrema processualizzazione”.

Daniele Campanari
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