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La prima cosa per un giornalista, o aspirante tale è l’onestà verso i propri lettori. Io non voglio diventare una giornalista, ma seguo sempre questa regola, ecco perché mi preme subito chiarire, che il pezzo che state per leggere è autobiografico.
Non avevo mai pensato di fare Radio prima e, questa esperienza come redattore e speaker a RadioSapienza, è giunta del tutto inaspettata. Ricordo fu grande la sorpresa, il mio primo giorno di stage , nello scoprire che vi erano ben tre stanze più una al piano superiore, che le pareti erano insonorizzate e che vi erano delle vere e proprie attrezzature ; insomma la Radio l’ho sempre ascoltata, magari a volte l’ho pure immaginata, ma trovarsela davanti ha un altro effetto. Non sapevo cosa aspettarmi, pensai: “almeno per un mese mi faranno solo guardare.” Neanche cinque minuti dopo iniziavo a scrivere la mia prima news per il radiogiornale e solo due ore dopo ero in onda per la mia prima volta in assoluto. Non malissimo furono i commenti, perché è forse vero che, al peggio non c’è mai fine. Chi entra per la prima volta a RadioSapienza, rimane sorpreso - non smetterò di ripeterlo in questo mio pezzo, mi scuserete quindi la forma - tanti ragazzi di diverse età e facoltà che lavorano insieme, tanto chiasso e risate, non conta chi sei, che studi hai fatto, l’importante è avere voglia, amare quello che si fa e avere il coraggio di mettersi in gioco. Sono convinta che per ogni mestiere l’interesse sia fondamentale, ma la Radio è diversa. Alcuni ragazzi sono li da anni, altri solo di passaggio, alcuni inseguono un sogno che diventerà una professione, altri scoprono cosa sono in grado di fare e di non fare. In Radio serve una buona voce, nessuna marcata cadenza dialettale, una buona proprietà di linguaggio, tanto spirito di iniziativa e tanta, tanta fortuna, nel convincere possibili ospiti a cinque minuti in voce. Mani sudate e voce tremante, in voce sono andati più i sospiri che le parole, “è normale” dicono da queste parti. Ho lavorato come stagista per qualche mese nella redazione informazione di Radio Sapienza, contraddirei l’incipit del pezzo se ora dicessi che qui è tutto bello. A volte sono tornata a casa pensando di aver fatto errori davvero stupidi, a volte non ero affatto d’accordo con le correzioni dei coordinatori e a volte, avrei voluto mollare tutto. Non sono diventata una professionista, ma ho imparato molto. Ho imparato a mantenere la calma, ho sconfitto la mia emotività, ho migliorato la mia capacità di sintesi. Chi entra a RadioSapienza resta sorpreso, chi esce da RadioSapienza si sorprenderà di quello che ha imparato. Avrei voluto lasciar perdere. Non lo ho fatto. Oggi ho letto per l’ultima volta le news di RadioSapienza. E’ questo il mio ultimo pezzo per il sito.
Per Radio Sapienza
Daniela Cauteruccio
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