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Il fischio di inizio e il Mondiale di calcio 2010 si apre a Johannesburg. Giochi di colori infiniti, come solo i sud africani sanno proporre, musica che risuona come un canto che avvolge il deserto e l’asfalto, che volteggia e contagia l’intero mondo.
Poi si avverte un qualcosa, un sottofondo impreciso ma costante. Il fischio d’inizio è rimasto a mezz’aria.
Ma l’arbitro corre, non è lui. E' un ronzio che indisturbato si ripete all'infinito. Non si capisce.
Il giorno seguente arrivano le voci delle vuvuzela, le formidabili trombette allungate, anche loro coloratissime, che emettono un suono monocromatico, sempre della stessa intensità.
E il mondo si divide: le trombette devono sparire, disturbano l'audio e distolgono l'attenzione dei giocatori. Poi c'e' una voce diversa, che assembla chi la pensa diversamente, chi fa della vita l'allegro motto "paese che vai, usanza che trovi". E' semplicemente la manifestazione peculiare di una cultura, di una storia lontanissima che non può astenersi proprio l'estate 2010, durante la coppa del Sud Africa, in this time for Africa.
Poi, arriva la notizia, la parola tecnologia si insedia prepotentemente nelle strade di Johannesburg, tra i sorrisi tanto bianchi da illuminare la notte. La tecnologia si chiama Filtro anti-trombette. Si tratta di un cd audio da inserire in prossimità del televisore, che deve avere lo stesso volume. E' un suono che si inverte a quello della vuvuzela, che lo annulla, senza intaccare la risoluzione delle partite.
Il risultato è quello di sempre dunque, ci si siede comodamente sulla poltrona senza più Africa, senza più nulla che disturbi l'attenzione del tifoso.
Ma comunque vada, viva l'Italia!
Nicoletta Renzetti e Laura Serranti
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