
Basta guardarsi intorno al giorno d’oggi e tutto ciò che ci circonda, bene o male, è un “paesaggio” di corpi nudi.
Anatomie senza veli in tv, nelle pubblicità, sui cartelloni mastodontici delle grandi città, ma fortunatamente, non sempre un corpo nudo ha a che fare con un messaggio a sfondo sessuale. E’ il caso dell’artista Spencer Tunick, che per l’ 1 marzo 2010 radunerà nuovamente un ‘esercito’ di uomini e donne svestiti per fotografarli. L’avvenimento avrà luogo a Sidney, davanti all’Opera House e in vista di questo appuntamento, il fotografo statunitense ha commentato: “'Mi piace lavorare con il corpo umano in un modo che non sia sessuale, e che presupponga uno spazio pubblico. Aiuta a rompere molte barriere nella nostra società”. L’artista, ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, cominciò a fotografare nudi nelle vie di New York nel 1992; è infatti molto conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone svestite, principalmente in contesti urbani. Solo in pochi casi si tratta di nudi individuali o di piccoli gruppi inseriti in situazioni insolite. Dopo aver realizzato alcune foto in altri paesi degli Stati Uniti, nell'ambito di un progetto che prese il nome di “Nakad States”, Tunick ha dato prova della sua bravura a Londra, Lione, Melbourne, Montreal, Caracas, Santiago, Sao Paulo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. Nel giugno del 2003 ben 7000 persone hanno posato per lui a Barcellona e nel maggio del 2007, a Città del Messico, il fotografo ha battuto il suo record personale fotografando oltre 18.000 persone nello Zocalo della città. I modelli da lui ritratti sono volontari che partecipano spontaneamente alla realizzazione di questo tipo insolito d’arte. Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura delle sue opere che in molti definiscono una semplice “manifestazione sociale” a sostegno della libertà di espressione. Grazie alle sue immagini è facile ritrovarsi a riflettere sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo, poiché gli esperimenti visivi di Spencer Tunick compiono un'azione livellatrice che permettono di comprendere l'omogeneità umana tramite una visione democratica del nudo che, totalmente “spogliato” di umanità e sensualità, ci riporta all'oggetto-merce.
Valentina Simonetti
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