Il duplice aspetto delle città: prosegue l’Atelier “Voci e sguardi sulla città” alla Sapienza

Il duplice aspetto delle città: prosegue l’Atelier “Voci e sguardi sulla città” alla Sapienza
      Intervista a Tito Marci

Prosegue all’Università La Sapienza di Roma l’evento “Voci e sguardi sulla città. Interpretazioni a confronto“, ideato e organizzato dalla Facoltà di Scienze politiche, sociologia, comunicazione.

Infatti, dopo la proiezione del documentario “Se non ora quando” di Marina Ciampi e Carlo Boni, avvenuta questa mattina, l’Atelier ha ospitato tre diversi panel: “Città in trasformazione (città informali)“, “Overcoming inequalities boundaries? Co-production and experimentalism in cities and local contexts” e “Cittadinanza e partecipazione politica“.

Prima dell’inizio dei Panel, il prof. G. Amendola, uno dei massimi esperti di “Sociologia del territorio”, ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “La città ideale: utopia e sociologia“, allo scopo di delineare un profilo storico-sociale della “Città ideale”, concetto di matrice rinascimentale, con profonde radici nell’umanesimo. Un concetto a stretto legame con la sociologia, poiché, come ricordato dal prof. Tito Marci nella nostra intervista, la città ha un duplice aspetto: «da una parte è uno spazio costruito. Dall’altra è intesa come abitare».
Terminata l’introduzione del prof. Amendola, sono iniziati i Panel che proseguiranno anche nella giornata di domani.

«Un convegno interdisciplinare che rappresenta la composizione della nostra facoltà, la quale ha diverse competenze scientifiche e, con il tema della città, le abbiamo raggruppate insieme» – spiega il prof. Tito Marci, del coordinamento scientifico dell’evento. «Si vedrà il doppio aspetto delle città: da una parte uno spazio costruito, dall’altra la città intesa come abitare. Quindi: interazione. Ciò rimanda ad una componente essenziale dell’uomo, che è la sua politicità».
«Se partiamo da questa premessa capiamo perché questo tema è importante oggi, in particolar modo dopo le trasformazioni del nostro modo di vivere durante la pandemia. Il documentario proiettato questa mattina – conclude – ha testimoniato, con la sociologia visiva, questo nostro vivere un’assenza di comunità cittadina, facendo però parlare la città nel suo silenzio»

Domani la seconda ed ultima giornata del convegno. Programma completo su https://news.uniroma1.it/26012022_1430.

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