«Guardare sempre al futuro». Andrés Canovas Alcaraz alla Sapienza

«Guardare sempre al futuro». Andrés Canovas Alcaraz alla Sapienza

Martedì 23 novembre, presso la Sala del Chiostro di San Pietro in Vincoli, si è tenuta la lectio magistralis «Domesticità» dell’architetto Andrés Cánovas Alcaraz, direttore del Departamento de Proyectos Arquitectónicos della Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid (UPM). L’evento è stato promosso dal Dottorato di ricerca in Ingegneria dell’architettura e dell’urbanistica

L’intervento è stato introdotto da Maria Argenti, docente di Progettazione architettonica nel Corso di laurea in Ingegneria edile-architettura. Dopo aver presentato l’ospite, ha parlato del ruolo e del posto dello spazio nella nostra società.

Andres Canovas Alcaraz ha spiegato come si costruisce la proiezione architetturale. Prima c’è il riferimento del suo lavoro. Un architetto non parta da zero, ma si basa sull’architettura già costruita. Poi ci sono i processi che sono il motore principale del lavoro. La proiezione architetturale non è diretta, si muove sempre.

La ricerca dell’architetto si concentra sulla ricerca di nuovi tipi di abitazioni e nuove riconfigurazioni di edifici residenziali, in linea con lo spazio pubblico contemporaneo e le questioni più urbane. Ha sottolineato due cose importante dei nostri giorni : la rivoluzione della natura, del climat e la rivoluzione della donna, del genere. Secondo lui, verso gli anni 80 l’architettura non si interessa alla funzionalità ma diventa più democratica. Quindi si sviluppo lo spirito di comunità, spazio pubblico, costruzioni intergenerazionali. Andres Canovas Alcaraz ha spiegato il concetto di pubblico e domestico. Il pubblico si fa parlando. Non è una legge, ma un punto di arrivo. Negli spazi comuni si riuniscono anziani e giovani, su delle piazze. La buona distanza tra due individui, per avere convivenza, è quando uno arrivo a salutare l’altro da un lato della strada, e reciprocamente.

Successivamente l’ospite ha parlato della mostra universale di 2021 a Dubaï e del padiglione della Spagna. Il progetto architettonico è dello studio Amann-Cánovas-Maruri (Temperaturas Extremas Arquitectos S.L.P.) e si distingue per la sua forza iconica del design e la sua “architettura bioclimatica” adattata a un ambiente desertico e caldo come quello di Dubai. Permette di mantenere una temperatura più fresca all’interno dell’edificio grazie ai coni che facilitano la circolazione dell’aria. Questo permette di ridurre il consumo di energia.

Per di più, Andres Canovas ha mostrato l’importanza del lavoro collettivo dell’architettura : non è un lavoro individuale ma collettivo, tutti i partecipanti al progetto sono degli architetti secondo lui. Per esempio, ci ha mostrato le foto della costruzione dei padiglioni dei paesi all’Expo universale di Dubai, dove i pakistani stanno lavorando. Ha detto che sono anche loro degli architetti.

L’architetto ha sottolineato il fatto che il Mediterraneo è il « nostro paese ». Tutti i paesi della regione mediterranea si influenzano a vicenda nel loro modo di pensare l’architettura.

Alla fine dell’evento, si svolge una serie di domande, particolarmente sull’impatto della pandemia sull’architettura. La questione dello spazio per la famiglia, il ruolo della cucina che diventa il luogo di socializzazione della casa.

Secondo Andres Canovas, l’architettura può risolvere i problemi della società contemporanea. La sua generazione non ha riuscito, ma i loro progetti fanno aprire gli occhi alle nuove generazioni.

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