Gli onorevoli Riccardo Magi e Fausto Racidi spiegano alla Sapienza il referendum

Gli onorevoli Riccardo Magi e Fausto Racidi spiegano alla Sapienza il referendum

L’aula lauree della ex facoltà di scienze politiche è stata il luogo che ha ospitato ‘referendum costituzionale- cittadini consapevoli per sviluppare una cittadinanza responsabile’ organizzato dall’associazione studentesca Sapienza in movimento lo scorso 3 Marzo.

L’incontro è stato introdotto dai rappresentati della giunta di facoltà Paolo Brescia e Luigi dell’Orso, spiegando quanto sia fondamentale essere coscienti e avere un quadro generale della situazione politica, in particolare delle motivazioni di promulgazione di questo referendum.

I due ospiti, l’onorevole Riccardo Magi e Fausto Racidi, hanno presentato le loro motivazioni attraverso la moderazione del dottor Petrecca, vicedirettore Rai News. Il tavolo di discussione ha ricordato che questo importante referendum che si svolgerà il 29 Marzo, ha possibilità di essere rimandato per il noto Coronavirus. Entrambe le parti però si sono espresse sulla posizione politica del proprio partito sul quesito posto agli elettori.

Riccardo Magi, del gruppo radicali- Più Europa, ha da subito confessato come lui alla parte di coloro che sono contrari all’approvazione del taglio dei parlamentari e che allo stesso tempo questa posizione sia quella con i numeri inferiori. Difatti, nell’ultima lettura risultavano soltanto 14 gli sfavorevoli a tale approvazione. Questo taglio è stato proposto con la motivazione di un risparmio economico che si otterrebbe riducendo i parlamentari, una maggiore efficienza dal punto di vista legislativo. L’esponente di Più Europa, si oppone affermando che la riduzione di un tempo di approvazione legislativa non sia per forza una motivazione a favore, poiché l’utilizzo di più tempo è dovuta a una scelta più consapevole e ricorda che il problema attuale della crisi parlamentare è l’abuso dei decreti-legge.

L’onorevole Fausto Racidi ha notato come un’approvazione di questa riduzione non rispecchierebbe una perdita di garanzia costituzionale, poiché il rischio che alcune regioni non possano essere rappresentate in parlamento sarebbe probabilmente risolto con un’elezione proporzionale. Durante l’incontro è stato più volte affrontato il tema della sfiducia da parte degli elettori verso le istituzioni, problema che risulta ancora senza soluzioni precise e che spesso, come probabilmente accadrà in questo caso, un referendum diventa una campagna politica di partito.

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