“Europa Creativa”, un workshop per progettare la cultura dell’Unione

“Europa Creativa”, un workshop per progettare la cultura dell’Unione

Europa e mercato del lavoro: due temi sempre più interessanti per i giovani studenti europei alla ricerca di una occupazione. Ancora di più se si aggiunge il concetto di valorizzazione delle risorse culturali ed artistiche e dell’integrazione tra i Paesi Membri. Le comunicazioni non sempre efficienti dell’Unione non permettono tuttavia ai futuri professionisti di venire a conoscenze delle moltissime possibilità che l’Europa offre ai suoi cittadini, soprattutto in termini di Bandi e Concorsi.

Proprio di questo si è parlato lo scorso 4 maggio presso la Facoltà di Economia, dove si è tenuto il workshop “Europa Creativa” a cura del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, organizzato nell’ambito delle attività del Master di primo livello in Europrogettazione e professioni europee. L’incontro è stato introdotto dal professor Fabrizio D’Ascenzo, direttore del Master, che ha sottolineato l’obiettivo principale di offrire opportunità agli studenti della Sapienza nel mondo del lavoro attraverso un percorso trasversale, quello dell’Europrogettazione, in grado di assicurare importanti prospettive di carriera e soprattutto attrarre l’interesse delle aziende. D’Ascenzo ha inoltre incoraggiato la sinergia e la cooperazione tra la Pubblica Amministrazione, che in questo caso ha portato all’ incontro proficuo tra la Università e Ministero, condividendo obiettivi ed interessi.

Relatrice principale del workshop è stata Marzia Santone, project officer e communication officer del Creative Europe Desk Italia dell’Ufficio Cultura del MiBACT, che ha presentato il sotto-programma Cultura a sostegno delle iniziative nel settore culturale nell’ambito del programma a gestione diretta dell’UE “Europa Creativa”. Il programma quadro, che conta un finanziamento di 1,46 miliardi di euro, dedicato al settore culturale e creativo per il 2014-2020, è composto dal sotto-programma Cultura, dal sotto-programma Media e da una sezione transettoriale, che prevede tender annuali e un fondo di garanzia per le industrie culturali e creative. Tra gli obiettivi generali c’è la promozione e la salvaguardia della diversità culturale e linguistica europea e lo sviluppo della competitività degli operatori culturali europei. Il problema, secondo la Santone, sta nel budget troppo limitato che l’Ue dedica alla cultura ai fini di un reale impatto. Per questo le quattro call (Progettazione di cooperazione, Traduzioni letterarie, Piattaforme, Network) previste dal programma prevedono bandi molto rigidi e la realizzazione di progetti efficaci ed efficienti. Parole chiave sono “rete” e“mobilità”, quindi l’idea di realizzare progetti che escono al di fuori dei confini nazionali attraverso la creazione di un network di partner; “innovazione”, non solo nell’ acquisizione ed utilizzo del digitale; attenzione alla “domanda” e non solo ed esclusivamente all’ offerta culturale, quindi particolare importanza del concetto di pubblico e partecipazione.

In particolare la Santone ha sottolineato l’idea di “audience developement”, una delle priorità intese come ideali a lungo termine richieste dai bandi dell’area “cooperazione”. Il concetto di audience developement va oltre l’obiettivo di “staccare biglietti”: l’idea è quella di eliminare quelle barriere (di tempo, di interesse, di denaro ma anche psicologiche e sociali) che separano il “non-pubblico” alla fruizione dell’offerta culturale europea. L’audience developement è infatti definita come un processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico.

“Europa Creativa” vuole andare oltre l’idea propria del marketing che vede la cultura come un prodotto da vendere: la mobilità transnazionale, la digitalizzazione, la creazione di nuovi modelli di business culturali, il rafforzamento delle competenze artistiche degli operatori culturali, sono tutti ideali fondamentali senza i quali non si potrà fare della cultura quella risorsa strategica per aumentare la vitalità economica e il legame politico dell’Unione, nonché il benessere e l’emancipazione degli stessi cittadini europei.

L’intervista a Marzia Santone

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Figlia del Sannio, adottata dal mondo, odia scrivere biografie. Scherzi a parte, mi presento. Ho ventun’anni, vivo a Roma e per amore del futuro incerto studio Comunicazione. Non vado d’accordo con la sedentarietà, se non sto allenando il corpo di sicuro sto sfiancando la mente. Scrivo perché mi fa stare bene e perché penso non ci sia limite alla creatività. Il futuro? Carpe diem.

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